In questo articolo parliamo di una componente di una casa, di un edificio, di un condominio che non si vede ma che è molto importante, presente sia nelle case tradizionali in cemento che in quelle prefabbricate in legno: le fondamenta. Questa struttura sotterranea deve essere impeccabile al fine di garantire sempre la stabilità dell’edificio, evitando di farlo crollare alla prima scossa di terremoto. Il sistema SYStab riunisce le ultime tecnologie in merito.

Storici disastri

Ogni volta che in Italia avviene un terremoto di magnitudo abbastanza importanti, superiori alla magnitudo 4.5 – possono venire in mente i lontani terremoti in Irpinia, in Friuli o i più recenti dell’Aquila, in Emilia, di Amatrice – succede sempre il disastro, con edifici che crollano, morti, feriti e dispersi e in alcuni casi con paesi distrutti e spopolati.

È una caratteristica interessante ma soprattutto preoccupante, specialmente se la andiamo a paragonare a Paesi di aree sismiche ben più pericolose come il Giappone, soggetto a scosse ben più violente che però portano (quasi) gli stessi danni in termini di crolli e di morti che si contano in Italia in seguito a terremoti che nella Nazione orientale non sarebbero così sentiti. Come mai questo fatto? È molto semplice: nel bel Paese abbiamo un problema di abusivismo edilizio, si è costruito togliendo spazio alle piante e alle loro radici che sono una sicurezza e un aiuto in caso di scosse sismiche perché tendono a mantenere compatto il terreno. E soprattutto, questa esuberanza di case, palazzine e palazzi ha fondamenta nella maggior parte dei casi non a norma.

Tralasciando una situazione come Norcia e l’Aquila, due località con palazzi e case davvero antiche le cui fondamenta è normale che siano più deboli e sensibili rispetto a quelle moderne, ma nelle zone fuori dai centri storici, quelle piene di edifici costruiti dagli anni Sessanta in avanti è evidente come fino a poco tempo fa delle fondamenta non ci si preoccupava abbastanza, e che soprattutto ancora i cittadini non sono ben sensibilizzati al tema di rendere antisismica la propria abitazione (o molto spesso, non ne hanno le disponibilità economiche) nonostante gli incentivi e i bonus a lungo termine che lo Stato garantisce a chi inizia operazioni di miglioramento sismico del proprio immobile.

L’altra faccia della medaglia

Cerchiamo di non vedere il bicchiere mezzo vuoto. L’Italia, ormai lo sappiamo, è una Nazione ricca di contraddizioni, e se da una parte quando ci sono scosse sismiche gli edifici si sgretolano letteralmente – e, tra parentesi, è anche questo che sta spingendo sempre più persone nel mondo della bioedilizia – dall’altra è un Paese pieno di menti e personalità che non si arrendono, che hanno voglia di cambiare e migliorare. Così è successo con SYStab Srl, azienda che si occupa di restauro delle fondazioni e di suoli con cedimenti.

La ditta ha sede a Parma, città emiliana, ed è nata grazie alle abilità di tecnici con circa 20 anni di esperienza e che hanno permesso una realtà che è in grado di offrire sistemi di restauro e consolidamento delle fondamenta tecnologicamente avanzati, che permettono di sistemare edifici danneggiati, “aggiornare” le fondamenta, e migliorare dal lato sismico ogni costruzione. Questo orgoglio italiano ha una serie di diverse soluzioni per operare, ognuna progettata per avere il miglior riscontro con il meno impatto possibile, a costi contenuti. Si tratta di:

  • Consolidare il terreno con resine a lenta espansione e di differente densità;
  • Installare micropali in acciaio molto resistenti.
  • Installare micropali detti a elica discontinua.

SYStab dispone di una rete di geologi, ingegneri, tecnici che le consentono di operare in tutta Italia, con anche sopralluogo e valutazione gratuita. L’azienda infatti verifica quanto il dissesto sia pericoloso, potendo poi consigliare al cliente la migliore soluzione per la sua necessità e intervenendo unicamente dove necessario.

Studio approfondito

Il sistema SYStab consente di, appunto, consolidare il terreno di fondazione applicando fori di 25 millimetri che lasciano passare delle resine consolidanti, scelte ogni volta in base alla quantità e all’entità dei carichi da sostenere e ovviamente alla natura del terreno: quindi a seconda della situazione vengono scelte resine ad alta densità o resine ad alta espansione. Il cantiere aperto per lavori di questo genere ha un impatto quasi impercettibile, anche perché molto veloce e quindi consigliato nel caso si volessero sistemare cedimenti differenziali o si volesse migliorare la portata del terreno nell’eventualità di aggiunta di nuovi piani o di lavori per portare sismicamente a norma l’edificio. Le resine, naturalmente sono ecosostenibili e vengono immesse nel terreno con un controllo laser, senza andare ad interferire con il regime idrogeologico del suolo e senza controindicazioni.

Qualora tutto ciò si rivelasse insufficiente, o non si potesse consolidare il terreno al fine di migliorare la sicurezza, si può spostare il carico delle fondamenta più in profondità, grazie ai pali o i micropali. È un genere di operazione che non ha inventato SYStab, ma che SYStab ha migliorato perché grazie a quest’azienda gli interventi da lunghi e invasivi sono divenuti vantaggiosi, più brevi e meno impattanti. Queste strutture sono in acciaio, infissi a contrasto con lo scheletro dell’immobile per mezzo di martinetti ad acqua. Si trovano da 76 a 114 mm, spessi circa 8 mm.

I pali precaricati hanno caratteristiche davvero curiose e interessanti: hanno infatti alta velocità; garantiscono l’assenza delle vibrazioni e di altri stimoli pericolosi; non richiedono cemento; non richiedono l’estrazione del terreno; vengono provati misurando la loro pressione di installazione. Inoltre spesso hanno un precarico ben più alto di quello che poi vanno a sostenere, e questa cosa permette di evitare gli assestamenti.

Ma ci sono situazioni ancora più impegnative per cui non basta né la resina né i micropali pressoinfissi. In particolare questi due sistemi non vanno bene quando bisogna realizzare nuove fondamenta molto profonde per nuove costruzioni. SYStab allora propone i pali a vite ad eliche discontinue (ELIKA), diffusi nei paesi anglosassoni vista l’alta potenzialità, ma purtroppo ancora “snobbato” in Italia. Essi uniscono i vantaggi della tecnica attiva a quelli della micropalificazione profonda, garantendo – secondo tradizione dell’azienda emiliana – rapidità e basso impatto dei cantieri.

In particolare, i pali ELIKA:

  • Sono un sistema di micropali in acciaio fatti da una batteria di moduli posti a rotazione nel terreno.
  • Questa rotazione avvita il palo nel terreno mediante motori ad acqua posti su dei mini escavatori, che non estraggono il terreno – e quindi consentono il basso impatto e la rapidità dei tempi.
  • Il modulo di punta ha una o più eliche discontinue, ma in alcuni casi anche altre estensioni hanno le eliche, che sono di vari tipi a seconda del terreno e la cui forma è fatta apposta per non recare danno e disturbo al terreno circostante.
  • Il diametro di queste eliche rientra tra i 300 e i 350 mm, lo spessore tra gli 8 e i 16.
  • Il palo invece ha un diametro di 76mm, e presenta un innesto tra i vari moduli per la saldatura. La sua lunghezza cambia a seconda delle caratteristiche del terreno e dei carichi.
  • Il collegamento tra il palo e la struttura si fa con piastre in acciaio, tasselli meccanici o chimici, bulloni molto resistenti. Tutto questo è reversibile: il palo si può togliere dal terreno in maniera molto semplice, perché basta svitarlo.

Scelta in base alla necessità

Quindi, come anticipati, i pali ELIKA sono consigliati e si utilizzano quando è necessario fare profonde fondamenta per nuovi edifici. Ma sono interessanti anche per strutture temporanee, visto che come detto gli ELIKA made by SYStab si mettono e si rimuovono avvitandoli o svitandoli, come fossero delle viti.