Questo è un argomento mai affrontato finora per quanto riguarda l’edilizia e la bioedilizia, ma si tratta comunque di un fenomeno che soprattutto negli Stati Uniti, dove ci si trasferisce molto più di frequente che nei paesi europei e soprattutto in Italia, è molto diffuso. Ma quali sono le caratteristiche, le particolarità e i rischi di vivere in una casa che poggia… su delle ruote?

Sempre in movimento

Sicuramente se pensate ad un concetto di casa mobile la vostra mente vi porta a immaginare un camper piuttosto che una roulotte o un caravan, o per estendere il range i più esperti del settore potrebbero pensare alle piccole casette in legno e ai bungalow che sono facilmente smontabili e trasportabili, quindi si prestano per esempio ai traslochi quando si cambia l’abitazione principale.

Ma in realtà è proprio sulle abitazioni principali che si vuole andare a parare in questo articolo perché anch’esse possono essere mobili. Ci sono infatti dei moduli abitativi definibili come “casa” in senso stretto e completo, con tutto ciò che concerne e che riguarda un’abitazione reale – e quindi con tutte le comodità e le caratteristiche di una casa in legno – che sono realizzate su un carrello o rimorchio che è spostabile più o meno facilmente in base al disegno, al peso e alla complessità del progetto. Non pensate che sia una nicchia perché è un tipo di abitazione che specialmente negli USA si sta diffondendo, avendo sempre più successo perché per alcuni è l’ideale di vita: dimensioni minime che concentrano tutto ciò che serve, nella garanzia di semplicità e comodità. Ma entriamo più nel dettaglio.

Come detto, le case prefabbricate in legno mobili poggiano su una struttura a ruote, che è un telaio di metallo che si può trovare o costruire in diverse misure e in diverse forme realizzato a sua volta su degli assi gommati con tanto di timone che consente lo spostamento. È su questa intelaiatura metallica che si crea la base della casa in legno, appunto una fondamenta lignea con tutti i lavori utili a permettere stabilità, sicurezza, resistenza e isolamento termo-acustico come fosse una normalissima casa in legno di cui in questo sito si è più volte parlato. Su tale base in legno poi vengono installate le pareti con la tecnologia a telaiole medesime di una casa in legno fissa – con pannelli isolanti sia per quanto riguarda le temperature sia per quanto riguarda il rumore. Unitamente ad esse si fissano le batterie al vapore che consentono la non formazione di muffe e altri deterioramenti di genere. E infine vi è l’applicazione di tutti i rivestimenti interni ed esterni per completare l’obiettivo volto a garantire la resistenza e la protezione, con anche l’installazione degli impianti energetici e di areazione.

Non mancano chiaramente gli infissi, sempre volti al conseguimento di ottimi livelli di isolamento termico e di sicurezza garantita. Il lavoro può essere svolto a singola o doppia falda, e in ogni caso viene facilmente strutturato e isolato per assicurare insieme all’isolamento di cui si è appena parlato anche l’impermeabilità all’acqua.

Riprodurre in scala

La prima grande differenza, però, con le case prefabbricate in legno fisse è la metratura, che per quanto riguarda le case mobili ha valori più bassi. Quelle molto piccole hanno una superficie di circa 18 metri quadrati, quelle più grandi non superano i 45 eccetto alcuni casi in cui abitazioni più complesse e pluri-modulari hanno raggiunto i 60 mq. È chiaro che chi sceglie questo tipo di abitazione deve saper ottimizzare al meglio gli spazi, perché tutto all’interno è progettato e organizzato nei minimi dettagli per far sì che lo spazio non divenga opprimente, ma solo pratico e funzionale.

Questo non significa però che design e tecnologia sono limitati, perché non è così: non hanno nulla da invidiare a quelli destinati alle case fisse, perché anche una casa mobile può avere un arredamento moderno appetibile e con un buon lavoro non si ha mai la sensazione di oppressione. L’evoluzione ha poi permesso la realizzazione da parte di alcune aziende di case mobili dette telescopiche perché una volta stabilito il luogo di più o meno lunga permanenza hanno un sistema di allargamento del vano abitabile che quindi consente di aumentare la superficie abitabile. Questo consente loro di rimanere a norma di legge per quanto riguarda la circolazione su strada – di tale argomento parleremo a breve.

Usi, costi, tempi di realizzazione e impatto ambientale

Ma per cosa si usa questo particolare tipo di abitazione? In Italia hanno ancora una connotazione turistica, in quanto sono appunto case temporanee per i turisti. Vengono scelte perché si spostano facilmente senza però avere le scomodità di roulotte e camper, e hanno tutti gli allacci alle fognature e insomma tutto ciò che serve. In alcuni casi si possono anche nascondere le ruote, e montare delle verande esterne che le “confondono” facendole sembrare delle case fisse. E se poi vengono poste in una proprietà privata sono utilizzabili anche come residenza.

Queste strutture oggi seguono ogni singolo parametro ecologico e di basso consumo energetico nella costruzione, esattamente come tutte le abitazioni di cui si è parlato finora. Sono quindi ecosostenibili e offrono grande risparmio energetico, potendo anche permettere l’installazione dei pannelli solari, fotovoltaici e delle pompe di calore. Si costruiscono in pochissimo tempo, e una persona può divenire proprietaria di questo tipo di casa anche in tre mesi con costi che naturalmente variano in base alle dimensioni e alle personalizzazioni, con un minimo di 5000 euro per quelle più minimal fino ad oltre 40.000 euro per quelle più complesse e meglio allestite. Per chi vuole risparmiare senza però rinunciare a qualche comodità, può puntare al mercato dell’usato perché sì, esiste anche per questo settore.

A livello burocratico

Sfatiamo il mito: una casa mobile non è una macchina, per cui non è permesso girarci sempre per strada e per questo il nostro codice stradale ha regole e restrizioni (tutto ciò che spiegheremo a livello burocratico vale per il Bel Paese e non sono regole universali. Come sempre succede, ogni nazione ha le sue regole).

Innanzitutto deve avere una sua targa, un omologazione al trasporto e una larghezza massima di 2,55metri. Le restrizioni valgono anche per altezza e larghezza, e devono rispettare le specifiche particolari del tipo di rimorchio che rappresentano. E non ultimo, chi la possiede dovrà periodicamente ricevere delle revisioni dalla Motorizzazione Civile. Per quanto riguarda le case mobili non omologate, ad esse è permesso sostare unicamente in zone turistiche, quali campeggi, agriturismi e villaggi turistici.

Per quelle omologate, c’è una legge specifica (legge 380 del 2011) per cui vale la stessa disposizione delle altre tipologie di abitazione, identificate quindi come interventi di nuova costruzione e per cui sottoposte a titoli edilizi. Al fine di evitare l’abusivismo edilizio nelle zone turistiche dal Consiglio di Stato è stata emessa la sentenza numero 1291/2016 che prevede che anche una costruzione mobile fissata in modo permanente con allacci stabili non ha più condizione precaria e temporanea, e per cui deve per forza avere il Permesso di Costruire.

Questo significa che per posizionare una casa mobile in un determinato luogo ad uso stabile e abitativo bisogna ottenere tutti i titoli previsti per gli immobili: le certificazioni, la scia, le autorizzazioni del Comune dove si intende posizionarla, e naturalmente il Permesso di Costruire. E come sappiamo le cose si complicano qualora la location scelta abbia dei vincoli paesaggistici e urbanistici: in tal caso il proprietario o il costruttore devono ottenere il nulla osta dell’amministrazione regolante tale vincolo.