Non sono pochi gli incentivi fiscali per coloro che decidono di appoggiare la causa dell’ecosostenibilità, e quindi o apportano modifiche ecologiche alla propria abitazione (per esempio installando il fotovoltaico), o comprano una casa moderna e di alta classificazione energetica. Ma tanti bonus sono destinati anche a chi compra una casa vecchia, la ristruttura completamente e poi decide di affittarla.

Premiare il Buon Comportamento

Sicuramente la fase iniziale del XXI secolo e del Terzo Millennio passerà alla storia come l’epoca della consapevolezza dei disastri ambientali causati dall’uomo nel secolo immediatamente precedente, il ventesimo, e che contribuiscono anno dopo anno a una modifica sostanziale e potremmo dire irreversibile del clima, con surriscaldamento globale, scioglimento dei ghiacci, atmosfera tossica e specie in estinzione contrapposte a specie altamente invasive e dannose.

È quindi il periodo in cui più si concentra la ricerca di fonti di energia rinnovabile come alternativa al petrolio e ai cosiddetti combustibili fossili a dimostrare che anche sette miliardi di persone possono essere sopportate dal Pianeta con però le giuste abitudini e una nettamente migliore distribuzione di risorse e ricchezza. Al momento il suolo è troppo sfruttato, c’è enorme spreco e tante pessime abitudini che derivano dalle industrie, dalle automobili e sì, anche dalle abitazioni i cui sistemi di riscaldamento e rinfrescamento sono tra le maggiori cause di inquinamento dell’aria.

Sistemi vecchi, a gasolio o a metano che consumano tantissimo, che molto spesso sono usati a sproposito e senza ritegno. Per esempio come succede in alcuni negozi, che in estate sparano aria freddissima all’interno per spingere le persone accaldate delle città a rimanere più tempo dentro il negozio anche solo per rinfrescarsi un po’. O al contrario d’inverno, è l’aria calda che è sparata a livelli non propriamente etici. Si capisce come queste cattive abitudini delle aziende – ma anche che hanno molte persone – hanno due tipi di effetto negativo, uno a breve e uno a lungo periodo: uno sbalzo di temperatura così importante (passare da magari 35 gradi a 16 per l’aria condizionata, o da 10 a 30 per il riscaldamento) è dannoso per la salute, e aumenta il rischio di influenze e raffreddori; e poi i sistemi di condizionamento rilasciano aria all’interno dell’ambiente, ma il Mister Hyde della situazione lo si ha all’esterno, dove buttano aria calda e piena di sostanze tossiche.

È per questi motivi che scelte etiche e ragionate sono ben premiate con incentivi, sconti e rimborsi. È per questi motivi che è stato prorogato fino alla fine del 2018 l’incentivo a comprare una casa appartenenti alle classi energetiche più alte per poi darla in affitto. Chi lo fa, ha infatti uno sconto del 20% sul prezzo. In generale chi vuole comprare casa ha diversi incentivi volti ad indirizzare le persone verso le scelte più ecologiche. C’è per esempio un bonus sulla prima casa che vede uno sconto dell’IVA (dal normale 22% può scendere al 4 o al 10, e cambia in base a chi ci si rivolge, ovvero se a un privato o se direttamente al costruttore). Uguale per l’imposta di registro che è il 2% del valore catastale per la prima casa e il 9 per la seconda o per un’abitazione del segmento premium.

Ancora, chi decide di ristrutturare un’abitazione gode di detrazioni fiscali che variano in base al tipo e alla quantità di interventi operati. In generale si riesce a detrarre anche il 50% della spesa totale, rimborso che viene distribuito in 10 anni per un massimo di detrazione di 96mila euro. E continuando ci sono anche le opere ordinarie di manutenzione per le parti comuni di un edificio (ovvero quando tutti i condomini sono concordi nell’intervento di ristrutturazione dei balconi o della facciata, per esempio); la manutenzione straordinaria, l’installazione di un impianto fotovoltaico o geotermico.

Saper investire

Anche chi decide di comprare una casa per poi affittarla subito per minimo 8 anni ha suscitato l’ammirazione del mercato edilizio, e infatti non mancano incentivi anche per loro tali che consentono di riavere 1/5 di tutta la spesa, con uno sconto Irpef corrispondente al 20% del prezzo finale nella casa. Naturalmente ci sono dei requisiti: prima di tutto la casa acquistata deve essere nuova o oggetto di pesanti restauri e risanamenti che l’hanno portata a rientrare tra le più alte tipologie energetiche. E appunto il periodo di affitto dev’essere di almeno otto anni.

Come detto, l’agevolazione è la detrazione del 20% del costo finale dell’immobile secondo quanto scritto sull’atto di compravendita firmato da e con il notaio. Il prezzo massimo dell’edificio non deve superare i 300mila euro IVA compresa, che si può intendere anche come somma di diversi immobili acquistati (per esempio, due abitazioni da 150mila più iva o anche di più a prezzi ancora inferiore). Questo incentivo, inoltre, è valido unicamente per privati e non per aziende o imprenditori con attività commerciali, e il privato deve essere in possesso del certificato di agibilità. Inoltre, cosa molto importante, l’incentivo è valido anche dopo richiesta di mutuo e viene applicato anche agli interessi del finanziamento, sempre al 20%.

Questa detrazione è valida poi anche per coloro che hanno dovuto spendere per dei contratti di appalto, per costruire complessi residenziali su aree che possedevano già prima dei lavori. Naturalmente tutto dev’essere dimostrato tramite la fattura che il costruttore responsabile della costruzione ha rilasciato. Ad ogni modo, questa riduzione Irpef del 20% viene distribuita in 8 contro-rate all’anno di eguale valore, per fare in modo che la detrazione sia completata in 8 anni dalla dichiarazione dei redditi e la riduzione può essere iniziata unicamente quando parte il contratto d’affitto, il quale dev’essere compilato al massimo sei mesi dopo l’acquisto o la fine dei lavori costruttivi.

Come detto, poi, il periodo di affitto della casa dev’essere di minimo 8 anni (che è appunto il tempo che serve a completare la detrazione fiscale). Naturalmente l’incentivo non s’interrompe se viene concluso un periodo di affitto per cause esterne a quelle del proprietario, ma quest’ultimo deve poi provvedere a rilasciarne uno nuovo con un altro affittuario entro un anno dalla fine del contratto precedente
Ripetiamo che l’incentivo è valido solamente per complessi edilizi ad uso residenziale, quindi non per spazi affittati ad attività commerciali o industriali. E l’abitazione non dev’essere di lusso, ma con un prezzo entro i 300.000 euro e sempre all’insegna di elevati e precisi parametri energetici. In particolare, la casa deve rientrare nelle classi energetiche A o B. Bisogna poi stare attenti a non chiedere affitti troppo alti, perché l’incentivo anche in questo caso presenta limiti ben stabiliti e che si riferiscono a canoni concordati dall’edilizia convenzionata. Il proprietario, poi, non può dare in affitto la casa a un parente di primo grado, come ad esempio fratello, figlio o genitore. E infine, la detrazione del 20% non si accumula ad altre agevolazioni fiscali.