Tra i vari sistemi di utilizzo di energia rinnovabile c’è anche quello geotermico, che sfrutta appunto la geotermia. È meno noto sicuramente del fotovoltaico, del solare e dell’eolico ma in alcuni casi, con i giusti accorgimenti e nelle giuste situazioni, può rivelarsi il sistema più efficace e più adatto a soddisfare il fabbisogno energetico di un’abitazione.

Dal cuore della Terra

Come purtroppo spesso accade per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche in campo energetico, la geotermia non è ancora molto diffusa nel nostro Paese in ambito residenziale a temperature lievi, specie se l’Italia viene paragonata agli Stati Uniti o ai paesi Nord Europei dove invece tale sistema è molto gettonato. Da definire è molto semplice: la geotermia sfrutta la temperatura più profonda della Terra in modo da avere un ambiente ben scaldato grazie ad una pompa di calore che come sappiamo influisce, modificandolo, sullo stato di un fluido in modo da diffondere o assorbire tutto il calore. È quindi uno dei sistemi di energia rinnovabile, perché sfrutta unicamente la temperatura terrestre, e solamente quella che serve.

Forse non tutti lo sanno, ma il nostro bel Pianeta ha un centro molto caldo, molto più caldo della superficie dove viviamo noi. Queste temperature estreme si devono ad alte pressioni e al decadimento di componenti radioattive. La temperatura si parte dal nucleo e si diffonde verso la superficie attraversando tutto lo strato più grande e spesso che compone il corpo celeste, il mantello e giunge alla crosta terrestre avendo ormai perso gran parte del suo calore. Questa dispersione energetica viene definita gradiente energetico. Tuttavia è possibile vedere alcuni effetti di questo spostamento di energia, considerando le zone ove sono presenti Vulcani o terme naturali.

Si capisce, quindi, come queste temperature terrestri, come la geotermia sia un’importante fonte di energia sostenibile, rinnovabile e gratuita che può essere ampiamente sfruttata con i giusti impianti geotermici per produrre elettricità, scaldare l’acqua, scaldare diverse zone residenziali o singole abitazioni, sempre secondo quanto si vuole investire e quanto grande vuole essere l’impianto che se ne occupa. La cosa ancor più positiva, poi, è che secondo il Massachusetts Institute of Technology la geotermia è in grado di sopperire al bisogno di energia globale per addirittura 4000 anni e senza il bisogno di altre fonti di energia.

La struttura di un impianto geotermico

Abbiamo quindi visto che un impianto geotermico non ha misura unica, ma può essere costruito in diverse dimensioni e anche secondo diverse tipologie. I più complessi – gli impianti ad alta entalpia – ovvero quelli che vengono usati in ambito industriale o per quartieri urbanizzati, utilizzano per produrre energia il calore che viene dalle profondità più estreme del pianeta, soprattutto per scaldare l’acqua perché essa serve anche per produrre elettricità. Le componenti acquatiche infatti vengono rese particelle di vapore utili a mettere in moto delle turbine che, da manuale, sono necessarie per generare elettricità. Se invece serve produrre calore, l’acqua viene dirottata in delle centrali distributive e infine in tutti i sistemi di riscaldamento delle abitazioni di una determinata zona.

Ma visto che stiamo parlando di abitazioni private, in legno o in muratura, entreremo più nel dettaglio per quanto riguarda il funzionamento di impianti geotermici residenziali che funzionano a bassa entalpia (cioè sfruttano le profondità meno estreme, a temperature meno elevate) e che sono in grado di sostituire perfettamente sia la caldaia che il condizionatore. Questi impianti sono così composti:

  • Sistema di intercettazione, un insieme di tubi di plastica specifica che accolgono un fluido termovettore che da nome sono delle sonde poste in profondità nel terreno che captano il calore della terra o dell’acqua sotterranea. Ci sono sonde che arrivano a massimo due metri, altre superano i 100. Dipende sempre, come al solito, dalla complessità dell’impianto.
  • Pompa di calore, quella classica che è assolutamente importante dato che trasforma l’energia della terra in energia adatta all’utilizzo in casa. È la pompa che scalda l’acqua e che permette climatizzare l’ambiente, sia in estate per rinfrescare che in inverno per riscaldare.
  • Sistema di accumulo: è un serbatoio che serve per accumulare l’acqua calda e a cui si possono unire altri sistemi di riscaldamento acqueo, quali gli impianti solari, in modo da avere una copertura del fabbisogno energetico più completa, potremmo dire totale.
  • Rete distribuzionale: la parte dell’impianto che distribuisce l’acqua calda e la climatizzazione in tutto l’ambiente domestico. Può essere usata per portare il calore o il fresco nei radiatori, o tramite riscaldamento a pavimento radiale, o ventilconvettori o tutti gli altri sistemi di riscaldamento domestico.

Nell’impianto geotermico, sostanzialmente, abbiamo una pompa di calore secondo la tipologia terra-acqua, che quindi usa il suolo per prendere o rilasciare calore in modo da scaldare o rinfrescare gli ambienti, a seconda delle necessità. Si tratta di un tipo di pompa più efficiente rispetto a quella aria-acqua perché non dipende dalla temperatura esterna. Inoltre l’impianto geotermico promette una manutenzione irrisoria, potremmo dire inesistente anche se varia da componente a componente: le pompe di calore durano circa una ventina d’anni, le sonde geotermiche addirittura 100. Un bell’investimento!

Questione di possibilità

Quanto detto finora sembra piuttosto semplice ed omogeno, ma quando si parla del pianeta Terra non si parla di una creazione umana, ma di un’opera della Natura. La crosta terrestre non è infatti uguale ovunque, ma il suo spessore e la sua composizione variano sempre: questo non è un problema, perché gli impianti geotermici si prestano ad essere utilizzabili in quasi tutte le tipologie di suolo. In Italia, per esempio, non ci sono limiti perché il calore del sottosuolo è pressoché sempre identico.

Naturalmente questo non esonera dall’affidarsi ad un esperto che possa capire e stabilire, in seguito ad un’indagine geologica, capacità e portata di un dato sottosuolo e quindi progettare il sistema geotermico sulla base di quei dati e del fabbisogno energetico dell’abitazione. L’esperto, inoltre, verificherà anche la presenza di falde acquifere o vincoli idrogeologici che possano limitare o meno la realizzazione di un impianto. Certo è, comunque, che la soluzione migliore resta sempre quella di partire da zero, realizzando un’abitazione già dotata di sistema geotermico. Questo chiaramente non esonera dal poterlo installare anche in opere di restauro, basta sempre che ci siano le condizione giuste.

Inutile specificare – in quanto scontato – che il sistema geotermico ha una lunga serie di benefici economici a breve e lungo termine. L’impianto ad energia geotermica, infatti, dispone di una green energy completamente gratuita e che a differenza del vento e del sole è presente sempre, 365 giorni all’anno e con ogni condizione. Può essere collegato poi a impianti eolici o solari, in modo da avere elettricità pulita per la pompa di calore e inoltre consente di risparmiare il 60% rispetto a sistemi a metano, e fino al 75% rispetto ai sistemi GPL o gasolio. Toglie completamente e definitivamente i costi di condizionamento, perché l’impianto geotermico può sia riscaldare che rinfrescare un ambiente e come già accennato, non ha bisogno di ingenti manutenzioni. Tutto questo va unito a una sostanziale riduzione di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre.

Ma quanto costa? Il prezzo dipende da diversi fattori – come diciamo sempre per qualsiasi tipo di realizzazione in edilizia – ma a livello indicativo per un’abitazione di 150mq i costi si aggirano intorno ai 20.000€, costi a famiglia che scendono se si decide in un quartiere di realizzare un impianto geotermico per più edifici. Va detto comunque che ci sono sempre gli incentivi fiscali, prorogati ancora per poco tempo, che consentono una detrazione fiscale del 65% che a lungo periodo ritornerà nelle tasche di chi investe. E poi gli impianti geotermici – qualora non ci siano gli incentivi – accedono al Conto Termico rilasciato dal Gestore Servizi Energetici. Costi sicuramente notevoli, ma giusti e soprattutto fruttuosi visti i vantaggi di cui si è parlato.