Nell’ambito dell’edilizia eco-sostenibile ci sono importanti progetti e iniziative nate per promuovere il settore dell’abitare “condiviso” e collaborativo. Il concetto che si vuole instillare nella mente delle persone è quello del cohousing, ossia costruire un complesso di edifici prefabbricati in legno da consegnare a un numero predefinito di famiglie intenzionate ad abbracciare un nuovo stile di vita. Ed è così che a San Giorgio, in provincia di Ferrara, è nato il primo complesso di appartamenti eco-sostenibili, un progetto costato circa 1.135.000 euro realizzato per ospitare quattro famiglie.

Dopo l’acquisto del terreno nel 2014, l’azienda costruttrice ha impiegato circa 12 mesi per svolgere la realizzazione dell’opera. Lo step riguardante la progettazione ha avuto inizio però già un anno prima (2013), grazie al sostegno e alla supervisione di un importante studio di architettura bolognese che ha “gettato” le basi per un progetto personalizzato per queste famiglie. I vari workshop susseguitisi nei mesi successivi con i diretti interessati sono stati fondamentali per comprendere lo stile, i modi e i tempi della vita di comunità, tutti aspetti essenziali per rendere quanto più sostenibile la struttura e la possibilità di ampliare nuovi spazi in città con questa tipologia di edifici.

La condivisione con lo staff tecnico e i bio-architetti è stata l’arma vincente per organizzare alla meglio maniera gli ambienti e le soluzioni da adottare per l’ottenimento del risparmio energetico. La mole di lavoro è stata tanta, ma alla fine ne è valsa la pena considerando l’ottimo risultato finale.

La tecnologia adottata per la costruzione

Per la realizzazione dell’edificio è stata adottata la tecnologia a pannelli portanti in legno X-Lam e ben 60 moduli fotovoltaici per ricoprire il tetto, necessari per la produzione di energia per alimentare la pompa di calore dell’impianto di condizionamento e della ventilazione meccanica. La classe energetica A+ conferisce all’abitazione lo status di casa passiva e autosufficiente. Inoltre, non è stata predisposta la connessione alla rete del gas e lo smaltimento delle acque reflue viene eseguito sul posto, senza alcun allaccio alla rete fognaria pubblica.
L’irrigazione della zona verde antistante l’edificio viene gestita attraverso il recupero dell’acqua piovana. Tutto ciò ha comportato un grande lavoro di equipe, in cui anche il Comune locale ha svolto egregiamente la sua parte: non ha finanziato il progetto ma ha agevolato l’iter firmando un protocollo d’intesa per promuovere il tema del ‘vivere condiviso”.

Un’idea vincente da prendere come modello.

Da questo nucleo abitativo “condiviso” in provincia di Ferrara sono nati sette alloggi tutti occupati da famiglie con bambini e persone anziane. C’è tutto quello che serve, chiaramente pensato per esaudire qualsiasi tipo di bisogno, come la sala in comune con il camino, la cucina condivisa e la zona lavatrici. Anche l’ubicazione è stata progettata a tavolino: l’edificio è stato costruito in zona centrale con la presenza di uno spazio verde, in modo da raggiungere facilmente i vari centri d’interesse come scuole, lavoro e supermercati. La speranza è che questo condominio eco-sostenibile verrà ben presto preso modello positivo da seguire per via dei suoi innumerevoli vantaggi. L’importante è avere solo un buon rapporto di vicinato per una sana condivisione.