Da più di dieci anni, il settore mondiale della bio-edilizia ha registrato numeri record e, grazie alla presenza di un elevato numero di imprese che hanno ottimizzano le loro risorse interne e destinato parte dei loro profitti in nuove tecnologie, ha raggiunto un piano di investimenti di oltre novanta miliardi di dollari solo nell’ultimo anno. I moduli abitativi prefabbricati sono incentrati principalmente sullo sviluppo di costruzioni che spaziano dagli alloggi per i rifugiati fino a vere e proprie ville di lusso, segno tangibile che la realizzazione di queste strutture innovative è sempre più florida e ricercata. Tra i Paesi più attivi nel campo della bio-edilizia c’è sicuramente la Svezia, specializzata nell’assemblaggio di costruzioni prefabbricate in legno, che si piazza sul gradino più alto del podio.

Nella regione scandinava, la maggior parte delle case unifamiliari sono costruite mediante l’impiego di componenti prefabbricati in legno. La multinazionale che gioca un ruolo di primo piano è sicuramente IKEA, leader nella vendita di mobili svedesi e all’attivo importanti iniziative, tra le quali l’ampliamento del suo catalogo di prodotti in nuovi “concetti prefabbricati” a buon mercato. Ed ecco, quindi, l’introduzione di un’abitazione per rifugiati a soli 1250,00 dollari, confortevole e dotata di ogni optional, tra cui sistemi a pannelli solari. L’assemblaggio può essere eseguito in circa quattro ore con l’aiuto di quattro persone, assicurando una mini-abitazione solida e sicura rispetto alla classica tenda. Grazie a questa nuova piccola ma efficace soluzione costruttiva, IKEA ha ricevuto il premio Beazley Design, intrecciando importanti sinergie con altre grandi realtà aziendali, come l’Ideabox americana.

L’autentica cultura giapponese

Da sempre, il Giappone si piazza tra le prime file come la nazione leader nella costruzione di infrastrutture prefabbricate. Questo è dovuto a benefici fattori economici e a un retaggio del passato, vantando efficienti aziende costruttrici già a partire dagli anni ’60. L’aspetto vincente alla base della loro filosofia aziendale è la qualità costruttiva rapportata a un giusto prezzo. Tra le numerose aziende nipponiche quella che sicuramente vanta una storia e una reputazione positiva senza precedenti nel campo dell’edilizia eco-sostenibile è Toyota, famosa multinazionale automobilistica e produttrice di case in legno dal 1975, con un fatturato complessivo di oltre 260 miliardi di dollari.

Le abitazioni modulari prodotte da Toyota hanno costi ragionevoli che variano dai duecentomila agli ottocentomila dollari, possibilità di assemblaggio in meno di un mese e garanzia di 60 anni. L’azienda nipponica pone la sua attenzione sulla questione ambientale da sempre e, infatti, il suo orientamento è rivolto a una costruzione sostenibile imperniata su tre punti salienti: utilizzare solo materiali eco-sostenibili, ridimensionare gli sprechi durante la fase di realizzazione e istituire sempre nuove collaborazioni commerciali con aziende impegnate nel settore “verde” per ottimizzare la produzione e il metodo costruttivo-qualitativo.

Le aziende giapponesi leader indiscusse nella bio-edilizia

Il Giappone è terra di “esempi positivi” nel ramo delle costruzioni eco-sostenibili. Un altro produttore che riveste un’importanza di primo piano all’interno della nazione nipponica è Muji, celebre per le sue case prefabbricate modulari minimaliste e per l’abbattimento degli sprechi. E’ trascorso già qualche anno quando fece scalpore la notizia riguardo un progetto/concorso promosso dall’azienda, in cui si dava la possibilità ad alcuni individui di “provare” la Window House per un paio di anni, senza sborsare un centesimo di affitto. In cambio si ottenevano solo opinioni e critiche “costruttive” in merito alla loro esperienza all’interno della casa. La struttura in questione, estesa su una superficie di circa 80 mq, due piani e con finestre senza cornice per mettere in risalto le dimensioni irregolari, ha riscosso un enorme successo, mentre al vincitore è stata data l’opportunità di arredare la casa con mobili e oggetti proposti da Muji.