Nell’ultimo anno si è registrato un aumento significativo di alcuni titoli connessi al settore della bio-edilizia. Da recenti sondaggi, è “affiorato” un dato importante: il mercato dell’edilizia mondiale sta attraversando un mutamento estremo che vede la nazione cinese al vertice della piramide per quanto riguarda la produzione e la vendita di edifici modulari. Per gli addetti ai lavori non è una novità se i costruttori cinesi sono leader nel mercato della bio-edilizia con una grandissima offerta di abitazioni in legno.

La notizia vera è che, già da qualche anno, gli stessi cinesi stanno concentrando le loro energie sul miglioramento della qualità costruttiva delle loro costruzioni. Questo cambio di “rotta” è stato una conseguenza positiva di alcune iniziative politiche-economiche mirate. La Cina è un mercato che conta oltre 6000 costruttori di case prefabbricate, un numero impressionante e impensabile da raggiungere in ogni altra nazione. il rovescio della medaglia è che un gran numero di fabbriche impegnate in questo campo lavorano con materiali scadenti o di qualità mediocre con la costruzione di edifici prefabbricati scadenti.

Grazie ai grandi progressi della tecnologia e ai massicci investimenti nel settore ricerca e sviluppo, sono state create ottime opportunità per tutte quelle imprese desiderose di aumentare il proprio fatturato e che considerano la casa prefabbricata come un “bene” di lusso al quale rivolgere maggiori cure e attenzioni. Ragionando in quest’ottica, molte aziende hanno avuto la possibilità di “rinnovare” la loro immagine, intraprendendo una nuova politica commerciale dedita all’aumento dei profitti e a collaborazioni tra bio-architetti, costruttori e designers per la realizzazione di progetti costruttivi in linea con le aspettative della clientela.

Accordi con tutto il mondo

La notizia è sicuramente sensazionale: un contratto da oltre 2,5 miliardi di sterline stipulato tra la China National Building Company e l’azienda Your UK Group londinese. E’ chiaro che si tratta di un investimento senza precedenti sia per la portata del progetto che per la somma economica investita, la quale contribuirà alla realizzazione di oltre 25.000 case nei prossimi cinque anni nella nazione inglese. Tutto ciò implica una serie di fattori positivi da entrambi le parti. Innanzitutto, c’è l’introduzione della realtà cinese in un mercato molto conservatore come quello inglese. In più, si tratta di un progetto che vede impegnate, per la prima volta, numerose aziende straniere per risollevare il mercato immobiliare nel Regno Unito.

Da questo investimento ne derivano moltissimi “benefit” oltre alla nascita di importanti partnership tra realtà aziendali diverse che procurano solo vantaggi e non solo lauti profitti. In sostanza, avviene uno scambio di conoscenze e competenze reciproche: da una parte, le aziende cinesi avranno la possibilità di apprendere un know-how costruttivo dettato da normative severe vigenti in un paese estero; dall’altra parte, il Regno Unito non solo avrà una miglioria del proprio parco immobiliare a prezzi ragionevoli, ma soprattutto un’adeguata formazione per i progetti abitativi futuri.

La crescita del mercato asiatico

La politica dei paesi asiatici è mirata ad apportare miglioramenti nel campo edilizio. Per esempio, in alcune città, come Singapore, il governo ha gettato le basi mediante un protocollo predefinito che prevede la realizzazione di prefabbricati e costruzioni volumetriche (PPVC) su tutto il territorio. In pratica, il governo locale mette a disposizione dei sussidi per tutte quelle aziende che partecipano a questo progetto, con l’obiettivo di implementare le tecniche costruttive (MMC) nel paese.

In questo modo, si incentiva la realizzazione di nuovi edifici utilizzando la tecnica del prefabbricato con una serie di conseguenze positive: tempi di costruzione ridotti rispetto alle normali costruzioni cementizie e un impiego di materiali eco-sostenibili e riciclabili a impatto ambientale zero per la salvaguardia dell’ambiente.

Il Giappone è già molto avanti in questo senso, grazie alla sua politica costruttiva mirata e alla realizzazione di edifici prefabbricati performanti grazie al lavoro certosino di industrie all’avanguardia. Anche l’Australia ha destinato una parte dei propri investimenti per lo studio di nuove tecniche costruttive e la progettazione di materiali bio-compatibili. Sebbene tutti questi paesi orientali hanno “praticato” politiche vincenti attraverso sforzi considerevoli, appare evidente che il mercato cinese è inarrivabile e lo sarà ancora per molto tempo. La Cina è l’unica nazione in grado di fornire materie prime per la costruzione di case prefabbricate a tutti i paesi limitrofi.