Se state cercando un terreno ove poter costruire la vostra abitazione in bioedilizia dei sogni, allora non potete non considerare il clima. Sottovalutarlo, infatti, riduce notevolmente le capacità energetiche che invece caratterizzano queste abitazioni per cui è importante conoscere gli aspetti climatici della zona in cui avete scelto di andare a vivere.

Il concetto di “clima”

Il clima ci influenza molto di più di quanto crediamo. Non si tratta infatti solamente di concetti che sono (all’apparenza) astratti perché non se ne vedono le immediate conseguenze, come il riscaldamento globale, o delle previsioni meteo, che quindi sono qualcosa che cambia in continuazione e che ci infastidisce o ci rallegra. Il clima influenza davvero ogni aspetto del quotidiano umano, di qualsiasi epoca si tratti.

E anzi, quando si riduce il campo geografico su una sola città o addirittura su un solo terreno si parla di microclima, ovvero un clima legato a quel territorio in particolare che va ad influenzare praticamente tutte le cose che si possono fare in quella determinata zona.

Ma, quindi, che cosa intendiamo per clima? Il concetto di clima intende l’insieme (a livello di statistiche) delle condizioni meteo di un determinato territorio che vengono costantemente osservate e fornite secondo decenni (si parla solitamente di variazioni climatiche trentennali). Chi lavora in quel settore quindi tiene conto delle precipitazioni, del livello di umidità, della temperatura, della ventosità, ognuno un fattore che viene caratterizzato da diversi agenti ambientali, che a volte possono essere i medesimi, a volte invece i più lontani, che comunque li tengono legati tra loro, condizionandoli. E questo vuol dire che il più piccolo cambiamento in tali agenti può influenzare, cambiandolo, il precario equilibrio di tali fattori.

Per fare esempi concreti, prendiamo in esame la temperatura. Essa viene determinata sia dalla latitudine di un determinato territorio (quindi Milano ha una temperatura diversa da Napoli perché sono a due latitudini molto differenti); sia dall’altitudine di quella zona (Aosta, città che si trova ad un’altitudine elevata, è tendenzialmente più fredda di Milano, che invece è in una zona pianeggiante, pur non avendo le due città differenze di latitudine così grandi quali sono invece quelle tra il capoluogo lombardo e quello campano). Non solo, la temperatura viene condizionata dall’umidità di un territorio, dal numero di precipitazioni in un dato periodo, dalla frequenza del vento.

O, ancora, l’umidità. La percentuale di umidità di una zona cambia in base all’area geografica, e dalla quantità di precipitazioni, nonché dal vento e dalla morfologia del territorio dove si trova. Per esempio una città come Parma ha tassi di umidità molto elevati, perché si trova nel mezzo della pianura padana – per sua natura poco ventosa – e nei pressi dell’omonimo fiume, che quindi aumenta le particelle di umidità di un territorio. La città emiliana è quindi molto più umida di Rimini, che invece affaccia sul mare e gode di una maggiore ventilazione e tutte le mitigazioni climatiche caratteristiche delle città mediterranee che affacciano sul mare.

Le tipologie di clima

Come avrete notato, il clima non è semplice da considerare, ma qualcosa di molto complicato che cambia anche in pochi km e condizionato da tantissimi fattori. Ciò che aiuta a capire e prevederne i mutamenti sono i modelli matematici, dovuti a numerosi calcoli e che comunque non sono quasi mai completamente esatti. Ci sono però dei fattori principali nel clima, che si ripetono in ogni stagione in un dato luogo e che consentono di fissare delle peculiarità climatiche di territori più o meno vasti, caratteristiche che nel tempo sono state classificate, come si denota dalla classificazione Köppen, che nel Bel Paese individua tre aree climatiche principali:

  • CFA, ovvero i climi temperati con un’estate umida caratterizzati da almeno 4 mesi con temperature sopra i 10°C, e la temperatura media del mese più caldo non superiore ai 22°C.
  • CFB, che sono i climi temperati a estate umida e temperatura media nei mesi più caldi superiore ai 22°C.
  • CSA, climi temperati a estate secca e temperatura media nel periodo più caldo superiore ai 22°C.

Queste, come detto, sono le tre macroaree climatiche italiane, ma la situazione cambia se andiamo ad analizzare i microclimi, per esempio il singolo comune o in generale il territorio dove si trova un terreno agricolo o edificabile. In questi casi si possono tenere in considerazione delle peculiarità climatiche proprie di quella microarea e poi fare le valutazioni. Di solito si cerca di capire il clima tipico del Comune ove è sito il terreno che interessa, andando ad informarsi sulle principali caratteristiche quali la piovosità e la temperatura. Tali dati sono facilmente consultabili nei grafici climatici presenti proprio sui siti web del comune, e rendono possibile sapere cosa si deve aspettare a livello di temperatura e di pioggia chi ha intenzione di trasferirsi in quel territorio.

L’Italia in tal senso è davvero affascinante, perché è un territorio molto piccolo che però presenta differenze notevoli per gli indici di piovosità: si passa da zone con periodi di piovosità da oltre 130mm (la piovosità si misura in millimetri di acqua caduta) a territori con valori inferiori ai 10 mm di pioggia mensile in alcuni periodi dell’anno. Questi sono, quindi, valori che determinano la scelta a seconda dell’uso che si andrà a fare di un determinato terreno.

Se per esempio volete costruire una casa, è fondamentale sapere quanto piove in un territorio e anche quanto sono importanti i cambiamenti di temperatura, per capire quanto rendere impermeabile un immobile, come e quanto isolarlo, il tipo di infissi da scegliere e inoltre se conviene o meno installare impianti di recupero dell’acqua piovana. Anche chi cerca un terreno per un uso agricolo è interessato a valutare il terreno per decidere meglio su che colture focalizzarsi e per scegliere l’impianto di irrigazione migliore per le sue esigenze.

Le zone climatiche in Italia

Al fine di facilitare le cose a chi cerca un terreno, i territori sono stati suddivisi in base alla zona o fascia climatica, un dato particolarmente importante che determina il periodo di accensione del riscaldamento nel Comune al fine di ottimizzare i consumi. Queste aree climatiche sono definite con i Gradi Giorno (GG), una misura che determina il fabbisogno termico su base annua per il riscaldamento delle abitazioni in una zona X.

In Italia ci sono sei zone climatiche classificate dalla lettera A, che indica l’area più calda, alla lettera F, la più fredda:

  • Zona A: Comuni con valore inferiore ai 600GG.
  • Zona B: Comuni con valore tra i 600 e i 900GG.
  • Zona C: Comuni con valore tra i 900 e i 1400 GG.
  • Zona D: Comuni con valore tra i 1400 e i 2100 GG.
  • Zona E: Comuni con valore tra i 2100 e i 3000 GG.
  • Zona F: Comuni con valore superiore ai 3000GG.

In base alla zona climatica cui appartiene un comune si decidono i periodi di accensione del riscaldamento. Appare quindi evidente che quando si sceglie un terreno – edificabile o agricolo che sia – è fondamentale conoscere le caratteristiche climatiche della zona in cui si trova al fine di avere una maggiore consapevolezza e programmare al meglio le attività da fare su quel terreno. Tutte queste informazioni, insieme alla geomorfologia e altri dati, si trovano nel R.A.T., il Rapporto Ambientale del Terreno.

Se state cercando di vendere il vostro terreno, vi consigliamo di farlo valutare e di far redarre un R.A.T. In modo da fornire informazioni esaustive e complete ai compratori e aumentare le vostre possibilità di vendita.