Un immobile in vendita, che sia a scopo residenziale o a scopo industriale o commerciale, acquista più punti se oggi ha delle determinate caratteristiche che rispecchino alcuni standard ecologici. Queste green features, come piace chiamarle, non sono né poche né impercettibili, e in base alla loro quantità possono cambiare in misura anche importante il benessere e la qualità della vita di chi abita l’edificio. Vediamole insieme.

Un’evoluzione quotidiana

Si dice che ormai la tecnologia sia in grado di compiere passi avanti ogni giorno, e noi non ne vediamo subito tutti gli sviluppi. Si sa, infatti, che le avanguardie tecnologiche più potenti e potremmo dire più affascinanti prima interessano un ristretto e specifico settore (di solito quello militare) in quanto nascono a scopo prettamente pragmatico, e solamente in un secondo momento – presto o tardi non si è mai in grado di dirlo – raggiungono quella che è la massa, ovvero il mercato consumer.

Alcuni esempi sono il telefono cellulare, sperimentato ben prima degli anni novanta, il navigatore satellitare – che si usava già ai tempi della seconda guerra mondiale – e persino internet, invenzione militare americana sdoganata solamente dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Prima, infatti, si pensava che se i russi fossero entrati in contatto con questa tecnologia, avrebbero causato non pochi danni agli americani e più in generale all’equilibrio che gli Stati Uniti cercavano di mantenere nel mondo.

Capite quindi che tutto ciò che ora vediamo come avanguardia non è frutto di pochi mesi di lavoro, ma di anni di studi e di esperimenti che come una sorta di circolo vizioso positivo rendono poi più efficienti e veloci le nuove scoperte nello stesso ambito. Per cui, se pensiamo per esempio che smartphone e computer di ultima generazione siano quanto di più tecnologico esista nel mondo, grazie allo sblocco facciale 3D introdotto con iPhone X e a tutte le varie tecnologie di display e riproduzione di computer e televisioni, sbagliate di grosso. E anzi, questo è sicuramente niente.

Più in generale, comunque, le evoluzioni tecnologiche non stanno interessando unicamente gli elettrodomestici – che sono e rimangono la moda del momento, il settore di punta di questo primo XXI secolo. Ciò che viene portato su smartphone e su questi dispositivi viene implementati prima, contemporaneamente o dopo anche in tutti gli altri settori, e la via scelta è quella di una maggiore efficienza e produttività a – come ormai ben sappiamo! – consumi sempre più ridotti. È quella che viene detta la tecnologia green.

Pensiamo per esempio alle automobili, riempite di “tablet” e quindi computer che monitorano non solo la musica che ascoltiamo, ma il consumo di carburante, di aria condizionata, implementano funzioni satellitari e ci consigliano anche come partire o quando cambiare al fine di risparmiare energia e denaro. Ma non dovremmo stupirci se la tecnologia più evoluta la troviamo nelle automobili ibride e soprattutto elettriche, dove è assolutamente fondamentale una reciproca collaborazione tra il computer di bordo e le batterie – e anche lo smartphone, dal momento che per le auto elettriche c’è sempre o quasi un’applicazione che anche a distanza fornisce informazioni sul livello di carica, sulle prossime colonnine e sullo stato generale del veicolo.

E dopo questa lunga introduzione, arriviamo infine all’ambito che più ci interessa in questo scritto e in questo blog: l’edilizia. Nel settore degli immobili la tecnologia, come sappiamo, sta puntando tutto sull’ecologia, su materiali “nuovi” come il legno, sulle fonti di energia rinnovabile, data dagli impianti fotovoltaici o eolici. Le case di oggi, infatti, vengono messe sul mercato con delle green features che servono anche a determinarne la classificazione energetica, l’appetibilità e sì, anche il prezzo.

Amiche dell’ambiente e del portafogli

Ma cosa sono, di fatto, queste caratteristiche green? Tale termine si usa per indicare sistemi o strutture che donano ad un immobile un “qualcosa in più” che possa migliorarne il rendimento energetico e funzionale facendo attenzione alla tecnologia. Per cui, le green features non sono altro che quelle strutture che ottimizzano il dispendio energetico, limitandolo, in modo da avere contemporaneamente maggiore efficienza e risparmio ecologico. E in un’abitazione, si possono avere anche fino a 12 green features:

  • Pannelli solari.
  • Impianti eolici domestici.
  • Energia termica.
  • Impianto fotovoltaico termico.
  • Energia geotermica.
  • Isolamento termico e acustico.
  • Infissi smart, per migliorare quanto scritto al punto sopra.
  • Riscaldamento a pavimento.
  • Pompa di calore e ventilazione meccanica.
  • Tutti i sistemi smarthouse, noti come Domotica.
  • Recupero acqua piovana.

Una o più di queste cose (meglio se tutte, ma è quasi impossibile al momento e i costi naturalmente lievitano) rappresentano quindi un valore sicuramente aggiunto, con notevoli vantaggi economici e non solo. Infatti se l’energia viene prodotta usando impianti e fonti rinnovabili, la bolletta avrà sicuramente un volto molto più amichevole perché sarà meno salata. Gli impianti consentono una produzione energetica autonoma, per cui l’energia non va più acquistata completamente dai gestori. Ecco perché le nuove case con impianto fotovoltaico, o quelle cui è stato aggiunto dopo hanno un valore alto: perché chi le compra fa un acquisto a lungo termine, risparmiando continuamente.

Infatti considerando che un impianto di pannelli solari di potenza 3kW ha un costo di circa 8mila euro, e che con esso si ha un risparmio energetico annuale di circa 700 euro (dovuto ai costi minori di bolletta e all’assenza del contributo per lo scambio sul posto), è facile capire che in pochi anni la spesa verrebbe recuperata e ammortizzata, e dopo 5 anni in caso di vendita il guadagno sarà notevole. Naturalmente qui si parla di ipotesi e di calcoli molto teorici, ma basati su prove reali che vi consentono di fare i vostri, di calcoli, nel caso siate in cerca di una nuova casa.

Saper conservare

Tra le dodici green features che abbiamo elencato, però, non sono presenti unicamente impianti di produzione energetica. Tra di esse spiccano anche quelli di conservazione dell’energia termica, che non sono meno importanti e che anzi vanno valutati e valorizzati. Non servirebbe a niente autoprodursi l’energia senza gli impianti conservativi: o meglio, potrebbe servire, ma il risparmio in bolletta non sarebbe così evidente come quello dovuto alla loro installazione. Infatti scegliere caldaie, climatizzatori e pompe di calore controllati ed ecologici permette di immagazzinare e conservare il caldo d’inverno e il fresco d’estate, e quindi in sostanza di non avere bisogno continuo di nuova energia.

La domotica in questo senso aiuta, perché consente avere moderni impianti di climatizzazione e conservazione energetica che non solo consumano poco e inquinano di meno, ma queste loro peculiarità sono aumentato dal fatto che si possono controllare da remoto tramite smartphone (e qui si ritorna al discorso iniziale). Il riscaldamento a pavimento radiante, poi, o ancora la ventilazione meccanica, ottimizzano e non poco l’utilizzo di caldo e freddo che grazie alle pareti isolanti – quelle proprie soprattutto delle case moderne in legno, ma non solo – restano per molto tempo nell’ambiente, che quindi non necessita di un flusso energetico forte e potente in continuazione. Ma, appunto, di qualcosa di più lento e radiale.

Infine, i sistemi che raccolgono l’acqua piovana consentono anch’essi un risparmio piuttosto importante: se infatti non può essere usata per cucinare o per bere – perché non potabile – tuttavia l’acqua piovana è molto utile per irrigare, per gli scarichi domestici, per lavare l’automobile o il pavimento e cose di questo genere, che non vi farebbero aprire il rubinetto eccessivamente e inutilmente.