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Friedensreich Hundertwasser anticipa la bioedilizia

Come William Blake è considerato il precursore della letteratura inglese romantica, e in generale del Romanticismo, così in architettura Friedensreich Hundertwasser è a tutti gli effetti un anticipatore della bioedilizia, perché già durante i primissimi movimenti ambientalisti proponeva opere con l’utilizzo di materiali sostenibili ed ecologici. Ecco sua storia e la sua opera.

Architetto, ma anche pittore e scrittore

Come in ogni Arte (scritto appositamente con la maiuscola), anche i “movimenti”, le branche dell’architettura hanno i loro precursori, quegli artisti e geni che anticipano delle tendenze che di li a pochi decenni conquisteranno il settore e l’opinione pubblica.

Per la bioarchitettura questa personalità si ritrova in Friedensreich Hundertwasser, considerato appunto un precursore dell’edilizia ecologica e sostenibile visto che mentre nascevano i primi movimenti a sostegno dell’ambiente lui già pubblicava le sue teorie eco-sostenibili e progettava immobili seguendo quelle sue teorie, edifici sostenibili ed altamente efficienti.

Prima di essere un architetto era però un pittore, professione che lo ispirerà sempre soprattutto per la disposizione delle componenti decorative e degli arredi degli edifici. In particolare fa uso come elemento architettonico tanta vegetazione, creando numerosi giardini pensili, terrazze, tetti verdi, nonché facciate ricoperte di piante (Boeri chi?).

Come detto, pubblicava le sue teorie in merito quindi era anche in un certo senso uno scrittore. Tra le sue opere scritte più rilevanti c’è L’albero inquilino, in cui l’architetto afferma che come l’Uomo, un albero è un inquilino, è una parte fondamentale dell’abitazione per cui si può piantare ovunque per creare armonia tra casa e architettura.

Un altro saggio gode di un titolo che è ancora più esplicativo della sua visione: Che tutto sia ricoperto di vegetazione. Mentre in un poster di sua creazione scrive: Fai del bene alla tua città. Usa i trasporti pubblici. Come si può notare, insomma, anticipa anche di molto tempo temi estremamente attuali e slogan che oggi possiamo vedere (quasi) in ogni dove.

Hundertwasser non ha mai apprezzato né l’edilizia moderna (per lui anonima e fredda), né il Razionalismo né il Bauhaus, correnti architettoniche che volevano sempre usare la linea retta e che per lui erano sintomo di un declino sociale in un mondo che cercava omologazione, individualismo e che andava verso la scarsa creatività.

La vita

Il suo vero nome era Frederich Stowasser, e nacque a Vienna nel 1928 metropoli dove fu sempre attivo e presente come, appunto, pittore, architetto ed ecologista. Suo padre morì molto presto, mentre la madre era ebrea: per questo motivo la sua infanzia e la sua adolescenza lo vedono frequentare gli ambienti hitleriani per evitare di essre perseguitato.

Ha studiato Arte all’Accademia di Vienna fino al 1949, dove ha potuto apprendere tutte le tecniche di base del disegno, che tuttavia mai influenzeranno il suo estro creativo il quale lo spingerà alla realizzazione di opere molto particolari, uniche nel loro genere.

Pur rimanendo sempre stabile nella capitale austriaca, Hundertwasser ha dedicato molto tempo ai suoi viaggi: nel ’49 appena uscito dall’Accademia visita l’Italia; l’anno successivo, nel 1950, è a Parigi mentre nel 1951 fa un viaggio nel Nord Africa, in particolare in Tunisia e in Marocco.

Nel 1961 invece dedica tempo all’estremo oriente, andando in Giappone, e da lì si sposta nell’estremo sud australe, visitando la Nuova Zelanda. Naturalmente tutti questi viaggi sono stati per lui stimolo e fonte che ha poi riversato nelle sue opere, piene di quella natura e di quelle personalità che ha potuto incontrare e conoscere durante i suoi spostamenti.

La sua primissima fase artistica, quella pittorica, è incentrata sull’astrattismo, e il tema ricorrente è quello della spirale come richiamo alla vita. Ma nel 1958, anno in cui compì 30 anni, entrò nel mondo dell’architettura e lo fece pubblicando proprio un manifesto avverso al razionalismo.

Difficile, comunque, risultare credibili nella battaglia per la sostenibilità se non si fa qualcosa per primi. Hundertwasser lo sapeva bene, al punto che oggi la sua stessa casa è un caposaldo della bioedilizia.

Inoltre, l’architetto austriaco ha esposto più volte alla prestigiosa Biennale di Venezia – sia d’arte che d’architettura – mentre le sue capacità grafiche gli hanno consentito di disegnare il poster delle Olimpiadi di Monaco (1971).

Non solo, sempre la sua abilità grafica che tra le altre cose lo spingeva a disegnare i francobolli, gli è valso la Medaglia d’Oro per il miglior francobollo italiano nel 1984, premio conferitogli dal nostro allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini in persona.

Hundertwasser morì a Vienna nel 2000, dopo aver compiuto 72 anni.

Stile e Hundertwasserhaus

Questo geniale bio-architetto è uno dei fautori di un’architettura organica e irregolare, che si avvicinasse di più alla natura che al razionalismo, alla ragione, al pensiero. Il pavimento piatto è un vero pericolo per l’uomo, dice, in quanto camminando su superfici perfettamente piane come il cemento e l’asfalto viene a perdere il naturale contatto con la terra, penalizzando l’equilibrio psicofisico.

Addirittura espone teorie sui Diritti delle finestre – come un vero filosofo! – che dicono che le case non devono essere costituite da muri, da pareti buie e chiuse, ma da finestre. A lui del resto si rifà anche Karl Ernst Lotz – altro grande esponente della bioedilizia – il quale sostiene che l’uomo si compone di 3 strati: pelle, vestiti e muri della casa, e le finestre come i pori della pelle sono ponti tra interno ed esterno, l’equivalente degli occhi.

Infatti attraverso le finestre una persona può guardare fuori, e anche chi è fuori vede l’infisso come filtro al punto che per ognuno ogni finestra ha la sua storia, è unica nel suo genere, diversa dalle altre, originale. Ecco perché nelle opere di Hundertwasser ogni finestra è diversa dall’altra, per dimensione, colorazione e decorazioni.

La sua opera più famosa è la Hundertwasserhaus che si trova a Vienna. La realizzò tra il 1983 e il 1986 e si tratta del primo vero prototipo di social housing visto che comprende 50 appartamenti per 150 persone poco abbienti, e dispone anche di negozi, ristorante, un parco giochi, una palestra, 16 terrazze private e 3 terrazze comuni.

Fu un progetto interamente pubblico con tempi di costruzioni regolari e nel pieno rispetto delle varie normative del Comune di Vienna, che ancora oggi gestisce il complesso affittandolo a 5€/mq dandolo soprattutto a famiglie con artisti contemporanei.

Tutto il complesso è realizzato con materiali ecologici: i mattoni sono d’argilla, porte e finestre sono in legno, le vernici, le colle, le tende e i tappeti sono naturali mentre per i pavimenti si è scelta la ceramica. Inoltre, l’efficienza energetica che lo contraddistingue si deve a murature piuttosto spesse, a vetri tripli e all’acqua calda prodotta mediante pompe di calore.

Le terrazze e i tetti sono completamente verdi perché pieni di piante. Per fare ciò si sono impiegate addirittura 900 tonnellate di terreno, mentre il tetto è dotato di una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana per irrigare tutta la vegetazione. Le ceramiche usate per le decorazioni sono, invece, di recupero.

I tetti sono fatti con fogli anti-radice per proteggere i solai e i pannelli isolanti, e ancora di pomice e ghiaia per consentire il drenaggio dell’acqua. Le piante sono sostenute da triangoli di ferro finché non sviluppano le radici nelle griglie d’acciaio inox.

Altre opere

Su questo stile c’è anche il complesso alberghiero Rogner Bad Blumau, in Austria e anch’esso completamente immerso nella vegetazione. Il complesso è costituito da diversi quartieri ognuno speciale e diverso dall’altro, con tetti verdi e con case ecologiche sotterranee dotate di cortile intero.

Oppure Waldspirale, un altro edificio residenziale con tetto verde inclinato e andamento spiraliforme realizzato in Germania, a Darmstadt nel 1990. Postuma è la Cittadella Verde di Magdeburgo, in Germania, che è stata completata nel 2005.

Altri progetti

Completamente immerso nel verde è il complesso alberghiero Rogner Bad Blumau, sempre in Austria, costituito da vari quartieri uno diverso dall’altro, coperto da tetti verdi e con case ecologiche sotterranee provviste di cortile interno. Un tetto verde inclinato ad andamento spiraliforme e facciate variopinte contraddistinguono il Waldspirale, altro complesso residenziale costruito nel 1990 a Darmstadt, in Germania. Nel 2005, invece, viene completata la Cittadella Verde a Magdeburgo, sempre in Germania.

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