È innegabile che la domotica fa parte del nuovo concetto di edilizia sostenibile – del resto va molto d’accordo con la bioedilizia – e del vivere la casa. Al CES di Las Vegas che si è tenuto a gennaio tantissimi produttori hanno presentato novità in tal senso, facendo capire che ormai la direzione è quella: casa e dispositivi sempre più integrati tra loro. E lo stato italiano risponde aumentando i bonus per acquisti in ambito domotico.

Una grossa detrazione

Se volete sapere che cosa intendiamo per Domotica, abbiamo dedicato un articolo a parte molto approfondito che potete leggere qui. In questo scritto vogliamo concentrarci sulla risposta (fortunatamente ancora positiva) che lo Stato italiano ha dato a queste innovazioni domestiche, ovvero il Bonus Domotica 2019, parte del più ampio pacchetto degli Ecobonus nati nel 2017.

La legge di bilancio per il 2019 – quella che ha fatto tanto discutere, ma per altri motivi – prevede un bonus di detrazione fino al 65% per chi acquista elettrodomestici e dispositivi intelligenti utili ad una gestione green e a risparmio energetico della casa.

Andando ad approfondire, vediamo di preciso in che cosa consiste la detrazione delle spese in domotica, e quali effettivamente sono le spese tenute in considerazione: si parla di acquisto e installazione di dispositivi domotici e/o multimediali che abbiano un controllo a distanza da remoto di climatizzazione, acqua e luce, nonché della loro accensione/spegnimento e che siano anche in grado di raccogliere dati sul consumo di tali impianti.

Quindi, basandosi sul testo della legge di bilancio, vediamo le novità del bonus domotica 2019. In primo luogo abbiamo una detrazione per la casa intelligente, quello già visto di sistemi controllabili da remoto per le loro attività.

Il bonus poi prevede la possibilità di cedere ai condomini (intesi come strutture) l’Ecobonus a soggetti terzi, cosa valida anche per le imprese che operino in interventi di maggiorazione e miglioramento dell’efficienza energetica che veda immediatamente uno sconto riconosciuto agli edificio clienti.

Il bonus è stato poi riconfermato ad interventi di ristrutturazione degli edifici, con un particolare rinnovamento del bonus per le caldaie. Insieme a questo è nato una detrazione per la videosorveglianza, riconosciuta solamente a persone che installano sistemi di video-monitoraggio digitale o allarmi (in questo caso la detrazione è del 50%).

Continua il leasing prima casa per privati che permette prima di affittare e poi di comprare con riscatto un edificio scelto dal compratore e redatto dalla banca o comunque da un intermediario per farne l’abitazione principale.

Rimane anche la detrazione IRPEF per chi compra una casa direttamente dal costruttore: qui la detrazione dal reddito è l’IVA, al 50% (ma è l’ultimo anno per approfittarne). Rinnovato invece fino al 2021 è il sismabonus, valido per condomini, imprese e abitazioni singole anche site in zona 3 e che appunto premia interventi di miglioramento sismico.

Un Bonus a parte è valido per nuovi condomini green e a gestione intelligente, che godono di una detrazione finanche del 75%.

Ora che abbiamo visto tutte le detrazioni previste dallo Stato italiano, concentriamoci sulla domotica e sui vantaggi economici che offre con le sue detrazioni.

Come funziona il bonus domotica

Il Bonus spese domotica, come detto, permette a chi contribuisce di vedersi rimborsato il 65% della spesa effettuata per rendere più intelligente la propria abitazione. In particolare per le spese fatte fino al 2015 la detrazione è del 50% (in quanto rientrano nel bonus ristrutturazioni) mentre quelle effettuate a partire dal 1 Gennaio del 2016 la detrazione è quella già scritta, ovvero del 65%.

Il Bonus Domotica, comunque, funziona come quello per l’efficientamento energetico, quindi il contribuente che vuole comprare e mettere in funzione dei sistemi digitali per il controllo da remoto di riscaldamento, acqua, illuminazione e climatizzazione della propria casa deve avere in rilascio dall’azienda installatrice tutte le documentazioni a testimonianza di tale intervento e pagare tutti gli interventi con bonifico bancario, che attesti la causale del versamento e il CF/Partita Iva del compratore che vuole usufruire della detrazione.

Fatte queste operazioni, i compratori per avere la detrazione devono dichiarare le spese effettuate per i sistemi domotici nella dichiarazione dei redditi con il modello 730 (o anche con il modello unico), suddividendo poi l’importo da rimborsare in 10 quote all’anno di uguale valore.

Ripetiamo che le spese accettate da Bonus domotica sono tutte quelle fatte per sistemi a controllo a distanza di alcuni sistemi (per esempio le lampadine intelligenti, o le moderne caldaie e riscaldamenti che si programmano e controllano con applicazioni per lo smartphone).

In sintesi, tutti quei dispositivi che rendono automatiche e quindi meno dispersive le operazioni degli impianti domestici, con ottimizzazione delle prestazioni nonché miglioramento del livello di vivibilità, di benessere e di sicurezza. Insomma, tutto quello che rientra nel concetto di Smart House.

Non solo: con la nuova Legge di Stabilità la detrazione può essere data anche a terzi e alle aziende che hanno svolto l’intervento, in modo da suddividere la spesa dei condomini, ammorbidendo i costi e evitando complesse divisioni che spesso sfociano anche in contrasti e ritardi.

L’importante è che per la fruizione del bonus si compili la Comunicazione ENEA. Tornando a noi, la detrazione del 65% è valida per tutti, privati sia residenti che non e impresari con Partita IVA, che contribuiscono all’intervento e che abbiano con qualsiasi titolo la proprietà dell’edificio oggetto dell’interventi.

Quindi:

  • Persone che possiedano un diritto reale sull’immobile (vale anche l’affitto o il comodato d’uso), condomini che siano intervenuti su parti comuni dell’edificio condominiale.
  • Proprietari di Partite IVA esercenti arti e professioni.
  • Persone con redditi d’impresa, o anche società di persone, società di capitali che quindi hanno diritto al Bonus sull’IRES (ente specifico per questa tipologia di soggetti).
  • Gruppi associati di professionisti.
  • Infine, enti pubblici ed enti privati che non abbiano attività commerciali.

Il Bonus Domotica del 65% è valido anche per i familiari che convivono con chi detiene un titolo sull’immobile su cui si è intervenuti (ad eccezione, però, di immobili strumentali alle attività di arte, professione o impressione).

Questo vuol dire che coniugi, figli e parenti entro il terzo grado possono effettuare tali spese e poi ricevere le detrazioni fiscali.