Roma

Città con gli affitti più cari d’Italia

La sfida non riguarda solamente Milano e Roma, che sono in assoluto quelle più care. Se avete voglia di trasferirvi in città, o dovete farlo per motivi accademici o di lavoro, dovete tenere conto che le maggiori città italiane stanno vedendo aumentare i loro affitti di anno in anno. Vediamo quali richiedono un esborso maggiore.

Aumento dei prezzi

Fortunatamente, non siamo ai livelli di New York, di Londra, di Copenhagen o di Tokyo (tanto per citare alcune delle città più care del mondo). Ma nemmeno in Italia scherziamo per quanto riguarda gli affitti, e persino l’impensabile Cagliari, capoluogo sardo, non è così economica come invece lo stereotipo potrebbe far pensare.

Se la piccola città sarda e la metropoli americana per eccellenza non condividono – grazie al cielo – gli stessi prezzi in affitto, c’è un altro fil rouge che tinge il vostro conto in banca e che lega due città del resto simili anche per latitudine: ovvero l’aumento degli affitti per gli immobili.

Che voi viviate a Manhattan, infatti, o che preferiate il golfo cagliaritano avrete comunque lo stesso pensiero: forse questi aumenti sugli affitti (sia nel breve che nel lungo periodo) sono un attimo esagerati. E, purtroppo, è una tendenza che non riguarda solo la nostra bella isola.

È un trend comune in tutta l’Italia, dove dopo il periodo di calma che ha conosciuto il 2016, gli affitti sono nuovamente tornati a crescere – e questo nonostante comunque il mercato della compravendita sia tornato in auge.

In particolare Cagliari, il capoluogo sardo, è una delle città che ha conosciuto un rincaro con addirittura una percentuale a doppia cifra, e appena sotto di lei hanno conosciuto un aumento importante anche Bologna, Genova e Venezia che partivano comunque da affitti di per sé alti e che hanno visto un incremento di poco inferiore al 10%.

Questi dati, aggiornati al 2017, vedono quindi come più convenienti città come Catanzaro – forse il capoluogo di regione meno caro – Palermo e Perugia. Mentre altre città dove gli affitti sono diminuiti sono stranamente Roma (ma i motivi poi li spiegheremo) e Firenze, anche se con una flessione praticamente impercettibile.

Intendiamoci, comunque, nemmeno nelle città meno care le case sono regalate, ma comunque in quei posti è molto più facile trovare delle grandi occasioni anche per grandi metrature, rispetto a metropoli come Milano dove bisogna essere esperti o conoscere gente del luogo per risparmiare un po’, e trovare affitti convenienti.

Monolocali i più costosi

Chi cresce nei prezzi sono soprattutto i monolocali, anche di bassissima metratura. Ma anhe i trilocali e i quadrilocali hanno visto un forte incremento, dovuto soprattutto a chi cerca una stanza singola, come gli studenti universitari e più di recente i lavoratori.

Questo è un segno che la tendenza vede una ricerca di case piccole e soprattutto economiche, non tanto per l’affitto quanto per la gestione e la pulizia, quindi le bollette, il riscaldamento. E questo pur di evitarsi lunghi tragitti per andare al lavoro. Ma procediamo con la nostra classifica.

  • Milano

MilanoMilano è in assoluto la più costosa. Se amate la città meneghina e il vostro sogno è viverci, o se vi ci dovete trasferire per lavoro o per studi, sappiate che gli affitti hanno visto un aumento dello 0,8% su immobili non arredati e un +8% su quelli arredati.

Questo secondo dato è sicuramente tanto, ma poi ammortizza i costi perché andare in affitto in una casa vuota – a meno che non si abbia il “pallino” di volere il proprio arredamento – significa spendere quello che si risparmia in tutto il nuovo mobilio, che molto spesso comprende anche bagni e cucine (i mobili più costosi).

Con, quindi, una media che sfiora i mille euro mensili, la ricca e internazionale Milano è prima in classifica per gli affitti. Ogni casa, sia che vogliate visitare la città come turisti sia che ci vogliate vivere, costa di più che in tutto il resto della nazione.

  • Roma

Roma da qualche anno è scesa al secondo posto. Nella Capitale gli affitti diminuiscono, ma non certo per generosità. Visto che infatti non si hanno grandi disponibilità da spendere in una casa, molti optano per metrature ridotte.

RomaAltri ancora si trasferiscono nelle periferie, su quelle zone suburbane non molto distanti dagli uffici e dai luoghi di lavoro/università, in modo da pagare l’affitto ma al contempo riuscire ad avere una vita dignitosa.

Ciò comunque non vuol dire che la Città Eterna sia economica, anzi. La capitale ha una media di oltre 800 euro per gli affitti, e le tipologie più richieste sono monolocali, bi e trilocali con metrature intorno agli 80 metri quadrati. Case che in alcune zone hanno cifre davvero esagerate.

  • Firenze

FirenzeTerzo posto per il capoluogo toscano, e del resto ce lo si aspetta un po’ (tutta la Toscana è molto tendenzialmente molto cara). La media della città della Cupola del Brunelleschi e della culla del Rinascimento si aggira intorno ai 650 euro al mese, con però differenze anche molto marcate tra il centro – spesso proibitivo – e la periferia.

Certo, molto economica in confronto a Milano, ma comunque piuttosto cara!

  • Venezia

Nemmeno Venezia dovrebbe sorprendervi, visto quanto è cara per tutto (dai trasporti ai musei ai ristoranti). La magica Serenissima ha visto un incremento del 9,1% negli affitti delle case, con una media di poco più di 630 euro al mese. Se il vostro sogno è vivere in una città romantica tra canali, ponti e vaporetti, dovete mettere in conto dei prezzi molto salati.

VeneziaE di nuovo, non parliamo solamente degli affitti!

  • Trento

È Trento ad essere la quinta città italiana più costosa. Una città defilata rispetto alle più gettonate sopra di lei, in realtà ha un’elevatissima proposta di eventi culturali da cui le big stesse (forse a parte Milano) dovrebbero imparare.

TrentoLa sua media rimane poco sotto i 600 euro mensili di affitto, e forse l’unica a fuoco visto che dopo essere stata la migliore città d’Italia per qualità della vita secondo Il Sole24Ore continua ad occupare altissimi posti in tal senso. E poi i suoi mercatini natalizi sono stupendi, fattore unito a quello della vicinanza al Lago di Garda e all’Austria.

  • Bologna

BolognaAntichissima città universitaria, Bologna ha sempre peculato sugli studenti ponendosi quindi come città molto cara. I suoi affitti comunque sono ben più accessibili, e la sua media si attesta a circa 589 euro al mese. Inoltre ha il vantaggio di una certa celerità nel trovare casa rispetto a tutte le altre metropoli italiane.

  • Napoli

La città partenopea e il suo splendore sono molto meno cari di tutte le città elencate finora (un fattore molto indicativo, dato che è l’unica meridionale in classifica). Solamente Torino, tra le “grandissime” (e si intendono case con almeno un milione di abitanti) è più economica di lei.

NapoliA Napoli un affitto medio, anche in centro, è di 572 euro al mese. Ma Napoli è l’opposto di Bologna: se nella città emiliana si conclude molto velocemente un contratto, in quella campana ci vuole davvero tanto tempo e da qui nasce il proverbio “un affitto è per sempre”. Nel senso che quando si è finalmente riusciti a trovare casa, è meglio rimanerci per un bel po’!

Le più economiche

Una tripla P e una doppia C: Palermo, Perugia, Potenza, Catanzaro e Campobasso sono i capoluoghi (l’unica definibile metropoli è Palermo) con gli affitti più bassi, e quindi con prezzi convenienti.

In queste città, infatti, gli affitti sono mediamente la metà di Roma. Se quindi non avete un luogo fisso di lavoro, e desiderate climi caldi, il mare o le verdi colline (nel caso di Perugia e Campobasso), allora è il momento della rivoluzione. Il vostro conto in banca vi ringrazierà.

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Dal 1 Gennaio dell’anno appena iniziato, secondo quanto approvato dall’Unione Europea, tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a consumi zero. Si tratta di un nuovo inizio per il Vecchio Continente, un preludio al prossimo decennio che, secondo gli obiettivi della comunità, dovrà vedere il trionfo della bioedilizia e delle automobili ecologiche.

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Sono un vero business negli ultimi anni, forse tra i settori più in crescita che ha permesso a tanti più o meno geniali imprenditori di arricchirsi e sfruttare la tendenza. Ma che cosa sono gli “affitti brevi”, quelli che in gergo si chiamano “Locazioni brevi”? Un trend molto interessante, che è ciò di cui parleremo in questo articolo.

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Ecobonus anche per il 2019!

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Tutte le fake news sulle case in legno

Internet ha rivoluzionato le vite di tutti, penetrando negli anni in ogni ambito e migliorandolo, rendendo inoltre molto più veloci le operazioni e le ricerche. Ma proprio le informazioni veloci e rapide che si trovano su internet costituiscono anche l’altro lato della medaglia, quello negativo: ovvero le notizie false. Che colpiscono qualsiasi settore, compreso quello della bioedilizia. Vediamo quali voci sulle case in legno sono false, cercando di spiegarvi perché sono fake e riportandovi alla realtà dei fatti!

Vere bugie

In qualsiasi ambito aleggiano luoghi comuni e false credenze, volti soprattutto a screditare un determinato argomento, un determinato prodotto limitandone le possibilità di diffusione e tarpandogli, diciamo così, le ali. Un peccato, soprattutto quando le fake news e gli stereotipi riguardano prodotti di ottima qualità come le case prefabbricate in legno.

Questo tipo di abitazione, figlio della bioedilizia, è l’alternativa ecologica ed ecosostenibili per quanto riguarda il settore abitativo ed edilizio, e infatti sono case costruite secondo metodi e scopi completamente diversi rispetto alle case in muratura. Tuttavia proprio la scarsa conoscenza non tanto delle case prefabbricate in legno, ma delle loro tecniche costruttive e quindi si ritiene che questo tipo di residenza sia inaffidabile, per niente sicura, cedevole e brutta e di conseguenza non si vedono i reali vantaggi e il reale prodotto che ne viene fuori.

Per fare in modo di far tornare le persone sulla retta via è opportuno riempire internet di articoli come questo, nati per screditare uno per uno questi falsi miti. Soprattutto perché i dati dimostrano che siti come il nostro, che presentano blog con numerosi informazioni veritiere sulla bioedilizia, possono aiutare a far cambiare idea alla gente e infatti quello delle case prefabbricate in legno è un settore in continua crescita, finalmente anche in Italia. Si sta capendo, cioè, che la bioedilizia ha tutte le possibilità necessarie a rivoluzionarie l’edilizia in generale, presentando un futuro alternativo più green, efficiente, economico nei consumi ed in sintonia con l’ambiente.

  1. Basta una scintilla e addio alla casa

Il primo stereotipo sulle abitazioni della bioedilizia è legato al materiale principale con cui vengono edificate, ovvero il legno. È pensiero comune associare subito il legno al fuoco, per cui si fa la relazione che se il legno si usa per il caminetto avere una casa in legno alzerebbe il pericolo di incendio. Naturalmente tutto questo è falso, frutto di una visione estremamente semplicistica perché infatti il legno delle case in legno non è lo stesso che utilizziamo per attizzare il fuoco. Ma è un materiale lavorato e reso ignifugo.

Ma, soprattutto, il legno delle case prefabbricate è legno massiccio che quindi quando è esposto alle fiamme si carbonizza solamente nel suo strato superficiale, permettendo all’abitazione di rimanere intatta e di non crollare su se stessa – cosa che accade quando una casa in cemento si incendia.

  1. Sono più adatte come sgabuzzino

Altra diceria comune sulle case in legno le vede come utili solo come garage e ripostigli e come case di montagna, quindi non vanno viste come case fisse e stabili, insomma come case vere e proprie. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una visione sbagliata, perché le case prefabbricate in legno sono delle abitazioni a tutto tondo paragonabili con dignità e senza paura a qualsiasi abitazione in cemento o altri materiali “rigidi”. Vengono infatti progettate e realizzate secondo struttura portante, pavimenti, tubature, infissi, impianti e insomma tutto ciò che si trova tipicamente in un’abitazione dei nostri giorni. E si possono realizzare di tutti i tipi, di tutte le misure e anche su più piani!

  1. Tanto cadono e si rompono facilmente

    Ancora, un falso mito sulle case prefabbricate in legno riguarda la loro sicurezza e la loro resistenza. Si pensa che costruire in legno significhi non poter rendere antisismica l’abitazione, ma in realtà non è così perché il legno è un materiale estremamente flessibile per cui in caso di scosse sismiche flette, si deforma, ma poi torna alla sua forma originaria evitando di sgretolarsi come invece accade al calcestruzzo.
    E sempre su questa falsa riga c’è anche la bugia della fragilità di questi edifici e sulle loro fondamenta, e soprattutto si crede che la leggerezza del legno, uno dei suoi punti forti, sia in realtà un punto debole. Ma è bene specificare che leggero non vuol dire né cedevole, né fragile. Ogni casa prefabbricata in legno che si rispetti viene costruita secondo standard ben definiti e scegliendo solo materiali di qualità. E soprattutto se “non vi fidate” dei modelli proposti da un produttore, potete tranquillamente decidere di far partire un progetto da zero, stando attenti per primi alla scelta dei materiali impiegati e alla loro qualità. Anche se è bene prima documentarsi un po’ sia sul legno da usare per la casa sia sulla tecnica di costruzione. Le due più diffuse sono quella X-Lam e quella Blockhaus. La prima, che si bassa su una struttura a telaio, si presta molto bene nelle zone pianeggianti (quindi urbane e costiere), mentre la seconda sfrutta “strati” più massicci del legno, ideali per zone montuose e collinari.Sia la prima che la seconda metodologia, comunque, per essere ben impiegate richiedono solo legno della migliore qualità e della migliore lavorazione.

    1. Ci vuole troppo tempo!

    Altra falsa diceria è che per costruire una casa in legno ci vogliano tantissimi anni, luogo comune nato dall’idea che il legno richieda più tempo nella lavorazione rispetto ai materiali attualmente più impiegati come il cemento. Tuttavia, non è assolutamente così. Anzi per la costruzione delle case prefabbricate in legno i tempi si riducono notevolmente se comparati a quelli delle case in muratura (alcune possono richiedere anche solamente tre o quattro settimane!) proprio perché le pareti vengono pre-fabbricate a livello industriale come se si dovesse assemblare un’automobile o un altro prodotto, per cui in cantiere si arriva a fondamenta già fatte e con solo il dovere di assemblare e rifinire i tempi.

    Inoltre, non ci sono praticamente imprevisti nei cantieri della bioedilizia. Ad ogni modo, parlando col produttore potrete sempre fare una cernita sui tempi necessari a costruire la vostra casa in legno.

    1. Senza mutuo non la compro!

    Ma il mutuo, invece, esattamente come per qualsiasi abitazione, si può richiedere. E non solo! Tendenzialmente i mutui concessi per le case in bioedilizia sono più vantaggiosi di quelli delle case in muratura, grazie ai mutui green che tendono ad abbassare o addirittura abbattere i tassi di interesse. Senza contare gli incentivi ancora presenti rivolti a chi sceglie di acquistare un’abitazione di questo genere che premiano la voglia di ridurre le emissioni e di salvaguardare l’ambiente.

    1. Sì, ma se non ci posso vivere sempre non ha senso

    Ultimo luogo comune è che nelle case in legno ci si possa vivere solo a stagioni, come fossero delle case vacanza quando in realtà non è assolutamente così, perché il legno decisamente meglio del cemento riesce a garantire sempre un ottimo isolamento non solo termico, ma anche acustico per via di sue doti naturali unite alle più moderne tecnologie volte a migliorare il benessere abitativo, elevando le case in legno ad abitazioni di eccellenza. Le pareti in legno hanno due strati isolanti costituiti dalla facciata (due pannelli intonacati) e dallo strato tra le strutture portanti o pannello massiccio, a seconda della tecnica impiegata.

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mutuo sal

Il mutuo Sal

Comprare casa non è certamente una spesa da nulla, specialmente per chi è giovane e magari è al suo primo acquisto immobiliare. Ma è forse una scelta coraggiosa ed interessante, specie se si decide di optare per la progettazione da zero di una casa prefabbricata in legno, votandosi quindi ai valori di sostenibilità e rispetto dell’ambiente. Allora per facilitare un po’ le cose, entrano in gioco i Mutui SAL, utili a finanziare la costruzione di una nuova casa.

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