Negli ultimi anni, le istituzioni hanno riconosciuto Milano come la città più “smart” in Italia, seguita da Torino, Bolzano e Bologna. Ma che cosa vuol dire esattamente Smart City? E in che senso si intende una città come “intelligente”? Andiamo a chiarire tutti questi dubbi, parlando di progetti che vedranno i cittadini sempre più protagonisti nelle loro scelti, e protetti dall’inquinamento e dalle emissioni.

Intelligente… per chi?

Come per tutte le cose complesse tipiche della nostra società ultradigitale, è difficile stabilire chiaramente che cosa sia una Città Intelligente, ovvero uno dei termini più dibattuti a livello architettonico-ingegneristico (ma non solo) degli ultimi tempi.

Provando a dare una chiave di lettura, oggi il funzionamento e la competitività di città e metropoli non dipendono solo dal capitale fisico ma anche da quantità e qualità di infrastrutture per la comunicazione e dalla partecipazione attiva dei cittadini.

Quindi il termine Smart City prende in considerazione un insieme di fattori di sviluppo cittadino risaltando il capitale sociale che ogni città ha a disposizione. Quindi, Città Intelligente  non vuol dire solamente città digitale, ma anche altro.

E proprio a questo l’Unione Europea dedica costantemente impegno, al fine di trovare strategie per una crescita urbana intelligente in ogni metropoli del continente. In tal senso, una città diviene smart  se gestisce intelligentemente l’economia, i trasporti, l’ambiente e la cittadinanza, nonché l’amministrazione.

Insomma quando investe in capitale umano per aumentare la qualità della vita, con ottima gestione ambientale e con amministrazioni coinvolgenti e partecipative. Le risorse devono essere in rete per migliorare l’efficienza politico-economica e per migliorare lo sviluppo socio-culturale.

Guardando all’economia si considera intelligente una città che approfitta delle possibilità delle nuove tecnologie comunicative migliorando la prosperità locale, e quindi ragionando sull’attrattività per nuove imprese.

Dal punto di vista sociologico, una città intelligente vede i suoi cittadini abili nell’imparare, nell’adattarsi e nell’innovare, con grande attenzione soprattutto all’inclusione sociale di tutti gli abitanti che devono essere coinvolti il più possibile nei cambiamenti di territorio e urbanistica.

Fondamentali per questo sono la progettazione partecipata e le consultazioni online, che aumentano la percezione di democrazia nei cittadini, che si sentono anche molto più protagonisti nelle decisioni che li coinvolgono.

Parlando di ambiente, nelle città contemporanee (in Italia soprattutto Milano, Torino e Bologna) l’esigenza di una sostenibilità, in un mondo come quello odierno che vede sempre meno disponibilità di risorse e che vede lo sviluppo cittadino basato soprattutto su risorse turistiche e naturali.

Una città intelligente è quindi capace di sfruttare bene queste risorse, fornendo un utilizzo sicuro e riciclabile del patrimonio naturale. In questo senso si inseriscono anche misure volte alla riduzione di emissioni e gas, come per esempio incentivi agli spostamenti in bicicletta (con piste ciclabili, bike sharing e quant’altro).

Città connesse e sicure

Tantissime sono le possibilità offerte dalla tecnologia nella creazione di una città intelligente. Un esempio sono i vari network di sensori che misurano diversi parametri, come l’irrigazione dei parchi, l’illuminazione cittadina delle strade, e il monitoraggio dei livelli di polveri sottili nelle città.

Questi sono accorgimenti utili anche e soprattutto nell’amministrazione del traffico, purtroppo ancora uno dei punti dolenti della maggior parte delle città. In tal senso si può agire sui cicli dei semafori in modo da rendere più dinamica la circolazione, e contemporaneamente inviando informazioni in diretta agli autisti per trovare parcheggio al fine di un risparmio sì di tempo, ma anche di carburante e, quindi di emissioni.

Nel trasporto pubblico poi sono da anni disponibili applicazioni molto intelligenti, come Moovit, che raccolgono tutte le informazioni disponibili sugli spostamenti coi mezzi avvisando anche in tempo reale sul passaggio effettivo di un autobus alla fermata.

Ma la mobilità di una Smart City non è da intendersi solamente come ordinaria, ma può andare a migliorare alcune questioni ancora più complesse come la viabilità, la logistica e la distribuzione dei vari prodotti commerciali, arrivando fino a quelle più pericolose (come il petrolio per i distributori, o altre sostanze tossiche).

In ultimo, una città intelligente punta costantemente sulla sicurezza, con la predisposizione di piani di emergenza comunali per le situazioni più a rischio (ci riferiamo a frane, alluvioni, terremoti, tutti rischi presenti in Italia che ogni volta, a causa anche e soprattutto dell’abusivismo edilizio, causano molti più danni di quelli che farebbero se si fossero rispettate le leggi in passato).

Tempi e Orari

Ogni città dovrebbe poi disporre di un Piano di Tempi e Orari, uno strumento davvero efficace per portare a termine l’obiettivo della mobilità sostenibile e che va ad agire su una stesura intelligente degli orari delle città, come l’ingresso alle scuole e agli uffici, o l’orario di distribuzione delle merci.

Un’operazione che serve per ridurre la congestione del traffico, che attualmente si concentra tutto nelle ore di punta visto che la maggior parte delle persone inizia e finisce le sua attività agli stessi orari.

Un piano che serve a migliorare il coordinamento di tempistiche e orari nelle città, migliorando la qualità di vita fi ogni cittadino e rendendo più armonico il rapporto tra tempo lavorativo e tempo di vita.

Sono iniziative promosse dalle amministrazioni comunali anche per semplificare il rapporto tra la cittadinanza e le istituzioni metropolitane, alleggerire e migliorare la mobilità cittadina, iniziando dagli spostamenti casa-lavoro/scuola per poi concentrarsi su tutto il resto.

In questo devono intervenire e collaborare anche le aziende (e sappiamo che non sempre si mostrano disposte in questo) in modo che promuovano maggiori flessibilità degli orari lavorativi, e puntando poi anche sulla consapevolezza che questa è una questione che riguarda tutti i cittadini.

Per concludere

Dopo aver visto tutte queste questioni, il discorso accennato nel paragrafo iniziale cambia assolutamente di significato. Certamente Milano, Bologna e Torino sono le città più smart in Italia, ma ancora non possono essere definite tali in termini assoluti, specialmente per le questioni si mobilità, ambiente e sicurezza.

Non è infatti sufficiente – seppur risulta molto apprezzabile – dotare le metropoli di tanti punti wifi e qualche luogo di smart working (questi poi quasi esclusivamente a Milano) per definire intelligenti queste città, che infatti risultano ancora molto lontane dai livelli raggiunti non tanto da Londra o Berlino, ma soprattutto da Copenaghen, Oslo e Stoccolma.

Le nostre metropoli devono continuare la strada ponendo l’attenzione su fattori che non solo migliorino le informazioni disponibili per cittadini e turisti, ma anche puntando a non abbandonare cittadini e turisti.

Che senso ha fare applicazioni precise sul passaggio dei mezzi di trasporto, se poi il servizio nella maggior parte dei casi è scadente e gli autobus passano “un po’ quando vogliono loro”? E questo è solo un esempio.

Andando a concludere, il concetto di Smart City è sicuramente molto interessante, ed è un ottimo punto su cui investire e per vedere un reale cambiamento delle città nei prossimi anni e che vedrà proprio le metropoli distinguersi tra di loro in maniera molto più competitiva e marcata di quanto avviene tra le nazioni (una sorta di ritorno al passato). Del resto in Italia questo è già evidente: Milano è molto diversa da Torino, ma entrambe sono anni luce avanti a Roma o a Palermo.

Quel che è certo è che con un processo in cui la partecipazione dei cittadini e la loro attività saranno sempre più importanti, costituirà un passaggio cruciale per la reale uscita dalla crisi.

Siamo solo all’inizio di una strada che, se portata avanti nei modi corretti, porterà cambiamenti in positivo alla vita di tutti con piccoli ma fondamentali interventi ben ragionati. E che, soprattutto, porterà tanto lavoro specializzato su tutto il territorio.