Nelle terre del Sol Levante, il settore della bio-edilizia è in forte crescita grazie al bisogno crescente della popolazione di vivere in case rispettose verso la natura. In questa nazione si verifica un vero è proprio “boom” di richieste di case prefabbricate in legno per innumerevoli ragioni, in particolar modo perché in questo Paese vige una cultura e una filosofia di vita molto “sentita” dalla popolazione rispetto ad altre realtà come l’Europa. Con l’implementazione delle tecniche costruttive in materia di bio-edilizia, gli edifici prefabbricati orientali sono stati migliorati qualitativamente, con un’attenzione al risparmio e una rapidità di costruzione, diventando in pochissimo tempo la varietà più gettonata dai giapponesi.

Nella nazione nipponica, una cospicua parte dell’intero patrimonio immobiliare è costituita da strutture prefabbricate in legno. Tutto ciò è reso possibile anche dal grande numero di aziende costruttrici, come Sekisui House, Daiwa House e Sekisui Heim, che sono impegnate attivamente in questo campo dell’edilizia. La lista continua e troviamo la multinazionale Toyota, che si interessa di progetti “bio” da oltre vent’anni anni, e Muji, leader nipponico nel commercio al dettaglio che sta studiando metodi e modelli alternativi di case ecologiche.
Un caso interessante riguarda il mercato svedese, dove oltre l’ottanta percento degli immobili è completamente prefabbricato. Il Giappone, rispetto agli altri continenti, incarna una sua realtà piuttosto singolare, poiché i costruttori di case ecologiche tendono a rivolgersi a ricchi consumatori a differenza di quelli svedesi che edificano case prefabbricate unifamiliari per i consumatori con un reddito basso. Dall’inizio degli anni ’60 fino al 2015 il parco immobiliare Giappone ha raggiunto circa dieci milioni di case in tutta la nazione.

Case prefabbricate per facoltosi clienti

L’orientamento costruttivo del Giappone è realizzare case prefabbricate per una casta agiata ma questo non significa che nella nazione si costruiscono solo case di lusso. C’è la possibilità di scelta tra diverse tipologie di case a costi ragionevoli con cifre che si aggirano sui 180.000 dollari, in cui è prevista anche un’estensione della garanzia e numerosi servizi accessori idonei ad aumentare il valore dell’abitazione. Un’altra peculiarità tipicamente giapponese è loro “uso” di vivere solo in edifici nuovi di zecca, escludendo quelli di seconda mano, poiché loro intendono la casa come una dimora da possedere a vita. In sostanza, un proprietario di una casa nipponica ha come fine ultimo quello di trascorrere tutta la sua vita all’interno di quella casa senza venderla o fittarla ad altre persone.
Quando il proprietario di casa muore, ci sarà un nuovo individuo che erediterà o acquisterà quella proprietà per abbatterla e realizzare una nuova abitazione. Una teoria alquanto bizzarra dalla quale emergono due aspetti essenziali: la rapidità e la qualità delle costruzioni nipponiche per soddisfare le esigenze del mercato giapponese nell’edificare strutture sempre più innovative. I prezzi delle case prefabbricate in legno realizzate da Toyota, ad esempio, partono da una base di 190.000 dollari fino ad arrivare a oltre 800.000 dollari, con una media di vendita di circa 7000 case solo nell’anno 2015 costruite in poco più di un mese e mezzo e dotate di garanzia di 60 anni.

L’adorazione dei Kami come filosofia di vita

Un altro aspetto positivo legato al fiorente mercato immobiliare nipponico riguarda la religione shintoista, basata su una credenza popolare che “vede” lo spirito del proprietario morto occupare uno spazio all’interno della casa. Succede spesso che alcune proprietà vengano definite come “jikko bukken”, cioè proprietà con prezzi bassissimi e molto convenienti per l’acquisto, per le quali viene specificata, per legge, la morte o le cause di malattia del precedente proprietario con una certificazione della sua storia e la consecutiva riduzione del prezzo dell’abitazione.