Spesso la scelta di ricorrere alla bioedilizia e alle case prefabbricate significa anche poter dare sfogo alla propria fantasia, progettando e curando nei minimi dettagli la propria casa dei sogni. Ma una volta avviato il cantiere, non tutto va sempre come dovrebbe e potrebbero nascere i tipici problemini tra cliente e costruttore.

Le case prefabbricate in legno, facenti parte della cosiddetta bioedilizia, hanno avuto un vero e proprio “boom” dei consensi nell’ultimo periodo, al punto che un numero sempre più elevato di persone sceglie questo campo. Queste costruzioni, infatti, hanno dalla loro il fatto di essere più ecologiche rispetto a quelle in muratura – e non potrebbe essere altrimenti, visto che sono fatte in legno – e hanno tendenzialmente pressi un po’ più bassi, anche se non in maniera netta e stracciata come molti sono portati a pensare

Inoltre, possono essere di più semplice personalizzazione e disposizione dal momento che la risorsa principale utilizzata, cioè il legno, è più leggera e più facilmente spostabile rispetto al più massiccio e statico cemento. Questo è un grande vantaggio, perché può davvero consentire di realizzare la casa dei propri sogni (o quasi), dando libero sfogo ai propri desideri e alla propria fantasia altrimenti repressi perché più costosi quando si tratta di costruire da zero e secondo proprie volontà una casa “tradizionale”.

Naturalmente, nei rapporti umani non sempre si è d’accordo ed è una cosa normale, perché la si può pensare diversamente e spesso molti desideri che un cliente vorrebbe realizzare possono non essere attuabili in toto o secondo il suo budget. Oppure, tenendo fuori i classici screzi tra chi compra e chi vende, non sempre fila tutto liscio e possono insorgere complicazioni dovute al terreno, a ritardi nelle consegne, problemi metereologici e quant’altro.

L’importante è, però, che alla fine vi sia sempre una soddisfazione generale. Deve essere soddisfatto prima di tutto il cliente, che vede finalmente realizzato il suo sogno edilizio a bassi consumi. Deve essere contento il costruttore, la cui soddisfazione viene dal completamento di un nuovo lavoro (ancora più alta se si sono verificati numerosi problemi!) e dalla felicità del cliente soddisfatto. Insomma, un po’ di gioia per tutti.

Tendenzialmente, anche in casi in cui durante il processo di realizzazione del prefabbricato sono nati diverse complicazioni più o meno importanti, la maggior parte dei committenti si ritengono comunque soddisfatti, e felici di andare a vivere nella casa commissionata a questo o quel costruttore.

C’è però anche una piccola parte di clienti che a lavori finiti non è per niente soddisfatta, e all’architetto cui ha commissionato l’abitazione segnala non poche problematiche di varia gravità. Solitamente chi si prende la responsabilità di queste segnalazioni e dell’insoddisfazione del consumatore sono le aziende costruttrici, le quali velocemente – chi più chi meno – accorrono ad apportare migliorie e correggendo ciò che non va senza naturalmente aumentare il prezzo.

Ma a volte la situazione precipita, e i rapporti possono addirittura deteriorarsi ed estinguersi. Questo perché comunque i soldi in gioco non sono pochi e proprio per questo, più che in altri casi dove la spesa è minima o nulla, si è più soggetti a cadere in incomprensioni o lamentele. C’è quasi una pretesa (a volte giustificata, altre no) da parte di chi paga che lavoro si avvicini il più possibile alla perfezione.

Ciò che è stato appena descritto evidenzia, quindi, quanto è importante che il rapporto tra costruttore e committente rimanga ben saldo e fedele, e si basi sul rispetto personale e professionale. Chi costruisce e viene pagato ingentemente per farlo, deve impegnarsi a rispettare e accontentare il più possibile i desideri di chi lo ha assunto. A sua volta, chi commissiona non deve essere sgarbatamente pretenzioso e, soprattutto, ascoltare i consigli del costruttore che proprio perché è il suo lavoro, ne sa più di lui e i suoi suggerimenti valgono molto.

C’è da dire, però, che una parte ancora più piccola di clienti insoddisfatti forse lo è per natura. Se ci fate caso, guardando le recensioni di qualsivoglia sito online, prodotti che avete acquistato e che funzionano bene hanno comunque qualche recensione negativa. Sicuramente esistono i difetti di fabbrica, perché “non tutte le ciambelle escono col buco”. Ma concorderete che, nell’era di internet, molte persone quasi si divertono e hanno piacere a stroncare il lavoro di altri a prescindere, magari senza nemmeno aver provato il prodotto o capito il suo funzionamento e arrivando a chiamare in causa avvocati alzando la voce a sproposito.

Perciò, sia che siate committenti sia che siate costruttori, dovete fare attenzione fin dal primo momento a chi vi trovate di fronte. Generalmente chi si mostra restio, ostile e litigioso addirittura dal primo incontro – e quindi senza che neanche vi conosciate – lo rimane, e non renderà mai facile i rapporti (e si ripete che vale da entrambe le parti). Alcuni poi possono sorprendere, dimostrando che quell’ostilità era magari timidezza o inclinazione al diffidare.

I peggiori, però, sono i false friends. Naturalmente non si sta parlando di lessico inglese apparentemente simile a quello italiano ma dal significato poi opposto. Si stanno, invece, descrivendo quelle persone che si presentano come molto gentili, molto alla mano e molto simpatici che poi nel tempo possono dimostrarsi dei veri e propri tiranni, dal carattere per niente semplice. E questi falsi amici sono quelli che creano i contesti più difficili all’interno del “gruppo di lavoro”, ovvero architetto-impresa-cliente.

Tutti questi dettagli rendono, quindi, difficile capire dall’esterno chi ha ragione e chi torto in una faida tra committente e commissionato, perché spesso sono problematiche che sono nate già all’inizio dei rapporti, ovvero le parti non si sono mai capite completamente e per apprendere al meglio il reale svolgimento di una vicenda bisognerebbe parlare con tutti gli elementi in causa, non basarsi solamente sulla recensione di uno o dell’altro (e per recensione si intende anche il passaparola, magari un amico può consigliarvi o sconsigliarvi una o l’altra azienda).

Un buon consiglio che potete tenere in considerazione per non partire col piede sbagliato è di non trattare troppo per avere il prezzo più basso. Ricordate che le aziende costruttrici sono, appunto, aziende e il loro scopo principale è guadagnare, non perché sono cattive e materialiste, ma perché i guadagni consentono loro di fare nuovi investimenti, magari sempre migliori e di qualità elevata. Per cui, se anche all’inizio possono concedervi qualche sconto, poi tale riduzione dovrà essere recuperata dal costruttore alla prima occasione per cui quello sconto di cui potevate andare fieri è presto annullato per ovviare ad altri costi.

In definitiva, qui non si vogliono scongiurare completamente le recensioni online. Alla fine, può risultare facile capire chi scrive una recensione negativa, ma costruttiva e chi invece demolisce senza dare consigli o comunque evidenziare anche le cose positive, che sempre ci sono, di una determinata agenzia (e tendenzialmente sono quelli che insultano).

Per cui continuate a leggere le recensioni per farvi un’idea, ma non dimenticate che comunque l’esperienza che conterà davvero è la vostra e se anche due persone che conoscete si sono trovate male rivolgendosi ad una determinata agenzia, voi potreste trovarvi bene. Sta a voi fare le vostre considerazioni!