Il Biophilic design è quasi una corrente filosofica, un modo di progettare, costruire, rendere esteticamente che si armonizzi con la natura e con il benessere umano. Sono tanti infatti i benefici che si devono a questo tipo di edilizia, così come tanti sono gli esempi già esistenti nel mondo cui ci si può ispirare. Sì, anche in Italia!

Il Biophilic Design e i suoi benefici

Non ci crederete, ma chi ha parlato per primo della necessità, del bisogno e dell’attrazione anche insita nella psiche umana per ciò che è vivo sono stati lo psicanalista Eric Fromm e il biologo Edward Wilson.

Biophilic (Biofilia) del resto significa proprio questo: amore per la vita. E per questo da tale sintonia e desiderio umano l’architettura trae sempre ispirazione con degli esempi ogni volta più innovativi volti a migliorare lo stile di vita umano, avvicinandoci alla Natura, e avvicinando quest’ultima a noi.

Tutto questo ha portato alla nascita del biophlic design, un modo di progettare i nostri spazi completamente nuovo che dal 2004 è addirittura divenuto oggetto di studio grazie anche a contributi importanti come quello di Stephen Kellert – professore di ecologia sociale – il quale espone addirittura 70 modi per lo sviluppo di esperienze biofiliche.

Ma oltre a lui ci sono stati altri contributi, nonché esempi che hanno provato a cambaire il modo di vivere e percepire lo spazio da parte dell’uomo. Tuttavia, essendo una “scienza” per modo di dire ancora molto recente, i suoi studi sono tutt’altro che ultimati e sicuramente ne conosceremo di nuovi e sempre più approfonditi.

Ciò che è già evidente sono i benefici del Biophilic Design, specie in una società estremamente frenetica, piena di schermi e di solitudine in cui c’è davvero l’esigenza di entrare in contatto con la vita e con la natura.

Per questo motivo chi vive in spazi sviluppati secondo i criteri biofilici ha potuto accusare meno stress, vivere con un umore tendenzialmente migliore e con una vita di qualità più elevata. Per cui, se il desiderio dei progettisti è la realizzazione di spazi salutari e a misura sia dell’uomo che dell’ambiente, dovrebbe seguire la strada del biophilic design.

E, oltre a ovviamente studiare, può rifarsi ai già piuttosto cospicui esempi presenti in tutto il globo. Non li conoscete? Vediamone alcuni!

Mary’s Infant School, Oxford Shire (UK)

Il progetto è di Jessop and Cook Architects e vede l’accostamento di tre componenti che rompano la monotonia di cui l’edificio è circondato con tetti a falda che rimandino un po’ all’esempio di immobile con nascosto un giardino segreto.

È possibile vedere il volume – in mattoni rossi – che contiene la classe, e che è luminoso e grande e unisce pieni e vuoti per un ambiente giocoso e allegro, ottimo per i bambini. Il secondo volume è invece uno spazio didattico con anche servizi, mentre il terzo è l’area ricreativa esterna coperta in cedro, collegata alle aule da infissi che si aprono completamente e che permettono l’entrata della natura nelle classi.

Urban Farm @ Pasona Group, Tokyo (Giappone)

Il progetto è di Kono Designs. Tra i principi fondamentali del biophilic design c’è ovviamente la volontà di unire in contatto uomo e natura. In questo progetto giapponese però si va anche oltre perché i dipendenti dell’azienda possono interagire in maniera attiva con la natura, potendo anche coltivare il cibo che poi si mangiano nelle varie pause lavorative.

In questo modo le colture sia idroponiche sia a terra sono elementi dello spazio: per esempio l’albero del frutto della passione e quello di limone sono dei divisori tra le postazioni, mentre i pomodori scendono armoniosamente sulle scrivanie.

Una scelta davvero intelligente perché l’ufficio è uno degli spazi in cui una persona passa moltissimo del suo tempo. In questo modo il dipendente diviene sia agricoltore che consumatore, e mangia cibo prodotto da lui stesso, a km0!

Khoo Teck Puat Hospital, Yishun (Singapore)

Il progetto è di RMJM. Questo è un ospedale, edificio volto alla cura delle persone che qui più che altrove sentono la necessità di respirare la vita. Purtroppo ciò che spesso accade sono ospedali dall’architettura basilare, triste, che quindi influisce negativamente sul paziente.

L’edificio di Singapore, invece, con i suoi corridoi grandi e luminosi, consente al paziente di stare sempre a contatto con la vegetazione, e di godere di un ricircolo dell’aria dovuto a delle accortezze tecniche davvero innovative che va ad impattare positivamente sul suo umore e sulla sua anima.

Si tratta di un esempio importante che consente di capire come il biophilic design consentendo il contatto con la natura, riesca ad alleviare il dolore dovuto alla malattia.

Maggie’s Centre Lanarkshire, Scozia (Regno Unito)

Il progetto è di Reiach and Hall. I centri di cura Maggie nel Regno Unito sono da sempre all’avanguardia per la ricerca e la cura dei tumori, ma anche per un’architettura di pregio che aiuta – come abbiamo visto per Singapore – ad alleviare il dolore della malattia.

Ci sono altri centri, come quello di Oldham e quello di Leeds. Tuttavia quello che stiamo analizzando ora, nel Lanarkshire scozzese, è un esempio di come l’architettura possa diventare una cosa sola unendosi alla natura, visto che l’approccio progettuale architettonico è stato il minimo intervento, con la progettazione di spazi bassi fusi con il paesaggio e un complesso di cortili che rendono la struttura permeabile.

One Central Park, Sydney (Australia)

Il progetto è di Ateliers Jean Nouvel. Questo One Central Park è un edificio in vetro e acciaio totalmente cosparso di piante e arbusti della zona, per avvolgere tutta la struttura.

Si capisce fin da subito come questo edificio sia estremamente innovativo, anche grazie alla presenza di un ampio eliostato a sbalzo che attira, trattenendoli, i raggi del sole in ogni ora del giorno.

One Central Park è poi dotato di un impianto interno per riciclare l’acqua, e di una centrale elettrica a emissioni quasi nulle di carbonio. In cima all’edificio si trova, sospeso, un cantilever che contiene gli attici più costosi e lussuosi, e anche un sistema di specchi per catturare la luce solare da riflettere nei giardini interni presenti nella struttura.

È anche presente un’installazione a LED, creata da Yann Kersalé, che si accende ed entra in funzione sempre dopo il tramonto.

Selgas Cano Office, Madrid (Spagna)

Progetto di SelgasCano office. Quest’azienda si trova in un’area verde della capitale spagnola, e i dipendenti sono ogni giorno a contatto con la natura che circonda l’edificio per merito di una enorme finestra di vetro curvo spesso 2cm che copre in lunghezza tutti gli uffici che si trovano sotto gli alberi.

La parete sud, invece, è in poliestere e fibra di vetro, e serve per proteggere il personale dai raggi del sole. Gli ambienti, infine, sono ventilati naturalmente per opera di un impianto di carrucole ed aperture.

Bosco Verticale, Milano (Italia)

Il progetto è di Stefano Boeri Architetti and Barreca&La Varra. C’è anche l’Italia in questa lista, con il Bosco Verticale di cui abbiamo parlato più approfonditamente in questo articolo.

Per molti questo complesso architettonico è il prototipo delle città di domani, e non a caso è considerato uno dei grattacieli più belli del mondo, visto come nuovo modo di vedere la verticalità per farla entrare in simbiosi con uomo e natura.

Questo sistema di torri sembra che contenga addirittura 10.000mq di foresta! Inoltre, sorge proprio di fianco alla Biblioteca degli Alberi, grande parco con attenzione alla vita e alla natura, per farla entrare anche a Milano.

Mirror Cube (Svezia)

Il progetto di Tham & Videgård. Non poteva mancare la Svezia, paese scandinavo all’avanguardia per la sua architettura sostenibile. Se la vita cittadina diviene troppo frenetica non è normale cercare luoghi più salutari come potrebbe essere un Hotel d’avanguardia realizzato… su un albero?

Proprio così: Mirror Cube è un hotel su un albero che mantiene vivo il contatto tra natura e fruitore, una struttura di 4x4mq (molto piccola) realizzata con materiali ecologici e innovativi.